Se anche i cani-poliziotto temono l’asfalto rovente

Se anche i cani-poliziotto temono l’asfalto rovente
di Marco Pasqua
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Martedì 7 Agosto 2018, 00:00 - Ultimo aggiornamento: 12:07

Chi ha visto lavorare i cani-poliziotto sa quanto siano importanti: da quelli impiegati per trovare la droga, passando per quelli che indicano agli agenti la presenza di esplosivo fino a quelli impiegati nei servizi di ordine pubblico. Una funzione fondamentale quella svolta, in questo caso, dal miglior amico dell’uomo. Che, in questi giorni di caldo, soffre al pari degli umani: soprattutto se deve lavorare nelle ore più afose. Per questo, l’Associazione Italiana difesa animali ed ambiente, si è appellata al ministro dell’Interno, Matteo Salvini, affinché prenda a cuore il destino dei “cuscinetti” di questi animali. E, citando l’esempio di quanto avvenuto a Zurigo, dove la polizia ha deciso di dotare i cani di apposite scarpette anti-calore, chiede al titolare del Viminale di prendere una decisione analoga. «Il caldo di questi giorni – ha sottolineato il presidente dell’associazione, Lorenzo Croce - rende l’asfalto rovente e spesso mette in difficoltà il lavoro dei cani poliziotto. Esiste una sola e semplice regola: se non si riesce ad appoggiare il dorso di una mano per 5 secondi sull’asfalto quello è troppo caldo per le zampe di fido; quando la temperatura come in questi giorni supera i 30 gradi, quella dell’asfalto arriva a 57 gradi con il rischio reale di ustioni per le loro zampe».
marco.pasqua@ilmessaggero.it

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