Roma, Villa Ada, l'assalto dei writer: sfregiata l'antica piramide

Giovedì 8 Aprile 2021 di Laura Larcan
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Villa Adla

Lo scempio a colpi di bombolette spray nel cuore storico di Villa Ada. Un assalto di vernici, scritte selvagge, graffiti vandalici che hanno imbrattato senza scrupoli tutti i resti della piramide settecentesca, monumento eclettico e unico per il parco, realizzato nel 1792 dall’architetto Francesco Bettini e che anticamente era collegato attraverso il piccolo “passetto” (la struttura a ponte con passaggio nascosto) al cosiddetto Tempio di Flora, un gioiellino di stile neoclassico risalente anch’esso alla fine del XVIII secolo, usato come Coffee-house a fine Ottocento. Quello che era in origine uno spettacolo pittoresco nella villa storica di Roma, regala oggi solo cartoline di decadenza impietosa. L’ennesimo gioco delirante di sfregi ai danni del patrimonio secolare di Villa Ada, bene vincolato e in consegna alla Sovrintendenza capitolina, che diventa il manifesto di un degrado assordante. 
E come se non bastasse, in memoria dei bagordi di queste giornate di feste pasquali, ecco la sfilza di bottiglie di birra abbandonate sul monumento, tra rifiuti sparsi e nastri gialli di vecchi cantieri lasciati in uno stato di abbandono. «È diventato ormai un immondezzaio indecoroso», lamentano dall’Osservatorio ambientale Sherwood di Villa Ada. 
Siamo a pochi metri da un sentiero di passeggiate prestigiose, poco più su dell’ambasciata d’Egitto. Una porzione di Villa raggiungibile dall’ingresso Via Salaria 267. A denunciare la situazione è l’Osservatorio Sherwood. «Qualche vandalo ha pensato bene di sfregiare con lo spray le più importanti vestigia settecentesche di Villa Ada, il cui costoso restauro è ormai solo un lontano ricordo - dichiara il coordinatore Lorenzo Grassi - Purtroppo non è bastata una tardiva e più volte sollecitata mobilitazione delle forze dell’ordine per la vigilanza del parco, preso d’assalto negli ultimi tempi insieme a tutte le altre aree verdi in città come unica valvola di sfogo dalle restrizioni Covid». 


I DANNI
I danni riguardano i ruderi della “misteriosa” piramide, creazione eclettica e bizzarra (un tempo colossale) riscoperta e studiata appena quattro anni fa. Le murature sono completamente ricoperte di scritte. Un degrado che ha contagiato anche i vicini “passetto” e Tempio di Flora. Pensare che proprio quest’ultimo venne completamente restaurato nel 1999 con fondi per il Giubileo del 2000 (lo stanziamento per Villa Ada fu di 3,8 miliardi di lire). Da allora, la conta dei danni è diventata lunga: le vetrate spaccate a colpi di pallini di plastica sparati, gli infissi dell’affaccio divelti, gli stucchi esterni strappati e la fontana presa a sassate e riempita di massi e tronchi. Nell’ottobre del 2015 il monumento salì all’onore delle cronache perché vi si schiantò sopra un gigantesco leccio. L’area venne recintata, ma i lavori di ripristino non sono mai iniziati. 
Nel 2017 il corridoio del monumento si trasformò in un dormitorio per senza fissa dimora. Ora, l’assalto con lo spray. «Al recente arrembaggio alle ville storiche, per altro positivo come segnale di risveglio ecologico dei romani, non ha fatto da contraltare da parte del Campidoglio un doveroso e contestuale potenziamento dei servizi e della manutenzione - lamenta Lorenzo Grassi - così a Villa Ada siamo ancora senza un gabinetto pubblico, mentre prati e boschi si sono riempiti di rifiuti. I vandalismi contro i beni culturali sono solo la punta dell’iceberg». 

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