ROMA

Roma, “furbetti” della tassa di soggiorno, dal Plaza al Domidea: sequestrati oltre 11 milioni agli alberghi del centro

Mercoledì 6 Novembre 2019
Roma, “furbetti” della tassa di soggiorno: la procura sequestra oltre 11 milioni

Erano i "furbetti" della tassa di soggiorno. Intascavano centinaia di migliaia di euro dai turisti che affollavano i loro alberghi ma poi non versavano nulla nelle casse del Comune. Ora la Procura di Roma ha imposto il sequestro di oltre 11 milioni e mezzo di euro nei confronti di titolari di alberghi e strutture ricettive della Capitale. L'accusa formulata dai pm, coordinati dal procuratore aggiunto Paolo Ielo, è quella di peculato.

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Tra loro anche Cesare Paladino, gestore del Grand Hotel Plaza di Roma e padre dell'attuale fidanzata del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che ha già patteggiato davanti al gup una pena ad un anno due mesi e 17 giorni. L'ultimo sequestro, pari a circa 200 mila euro, è stato disposto il 21 ottobre scorso dal gip nei confronti del rappresentate legale della società che gestisce l'hotel a quattro stelle Domidea. L'imprenditore è accusato di essersi intascato la tassa di soggiorno dal 2015 al 2018. L'imposta è stata codificata nel 2010 e prevede un contributo a carico di chi alloggia nelle strutture alberghiere da applicare secondo criteri di gradualità.

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Ultimo aggiornamento: 16:49 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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