Seconda dose Pfizer, D'Amato: «Nel Lazio confermato lo spostamento. Protezione dell'80% già dopo la prima»

Seconda dose Pfizer, D'Amato: «Nel Lazio confermato lo spostamento. Protezione dell'80% già dopo la prima»
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Confermato nel Lazio lo spostamento di 14 giorni degli appuntamenti per la seconda dose del vaccino anti Covid Pfizer fissati dal 17 maggio. E oggi, su questa decisione, interviene anche l'assessore alla Salute della Regione Lazio, Alessio D'Amato, dopo che ieri il direttore medico di Pfizer Italia, Valeria Marino, aveva detto a Sky Tg 24 che «per il richiamo bisogna attenersi agli studi» e che non c'erano evidenze scientifiche su uno spostamento della seconda iniezione a 42 giorni, come invece ha raccomandato il Cts. «Le parole della direttrice sanitaria di Pfizer non mi sorprendono – ha detto D'Amato al programma 24 Mattino su Radio 24 –, l'oste è normale che dica che il suo vino è buono». Ma poi ha spiegato lo spostamento dei richiami.

Pfizer non cambia idea - Dopo le polemiche di ieri, oggi Valentina Marino, direttore medico di Pfizer Italia interviene sul prolungamento del richiamo del vaccino Pfizer a 42 giorni. «L'azienda non può discostarsi da quanto approvato dalle autorità regolatorie – afferma la Marino a RaiNews24 –, questo però non toglie e non può escludere assolutamente che le autorità sanitarie possono raccomandare dosaggi alternativi per motivi di sanità pubblica. L'obiettivo comune è sconfiggere il coronavirus, le aziende mediche forniscono i propri dati, ma le decisioni finali rimangono alle autorità sanitarie».

Cosa succede con richiamo a 42 giorni - Non ci sono ancora molti dati a disposizione per un richiamo di Pfizer a 42 giorni, ma neanche nessuna controindicazione. «Fino a questo momento – ha dichiarato Valentina Marino, direttore medico di Pfizer Italia, a RaiNews24 – chi ha usato un intervallo tra le dosi del vaccino Pfizer più lungo, come quello proposto dalle autorità italiane, non ha registrato nessun problema».

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Gli obiettivi

D'Amato ha motivato lo spostamento della seconda dose speficifando che è un problema «di sanità pubblica». E che si ha l'obiettivo di «aumentare la platea dei soggetti vaccinati dove sostanzialmente non cambia l'efficacia della protezione, perché noi abbiamo ormai sperimentazioni sul campo condotte su migliaia di utenti in cui già dopo la prima dose la protezione è già oltre l'80%». Poi parla delle nuove dosi in arrivo. «Credo che in una situazione come quella attuale, ancora di transizione come questo mese di maggio – prosegue D'Amato –, in cui non abbiamo ancora tutte le dosi, perché nonostante gli sforzi encomiabili del generale Figliuolo le avremo a disposizione solo a giugno - ha sottolineato l'assessore - io penso che la strategia di aumentare la platea è una strategia importante. Io posso solo dire che ieri per quanto riguarda il Lazio dopo 7 mesi abbiamo avuto il tasso più basso di numero di casi positivi giornalieri per cui vuol dire che la direzione è quella giusta».

Mercoledì 12 Maggio 2021, 11:55 - Ultimo aggiornamento: 12:09
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