Altolà dei presidi di Roma: «Troppi rifiuti e topi in strada, lunedì non riapriamo le scuole»

Sabato 5 Gennaio 2019 di Lorenzo De Cicco
17

ROMA Prima dei bimbi, sono arrivati, senza zaini, i ratti. Inquilini indesiderati delle classi ora deserte causa vacanze, incoraggiati dalle pile di maleodorante monnezza che ormai trovano più posto sui marciapiedi che dentro ai bidoni che l’Ama non riesce a svuotare. Si ammonticchiano, i sacchetti, pure davanti ai portoni chiusi dei licei o davanti ai cancelli degli asili, tanto che se la situazione non darà segnali di miglioramento nelle prossime 48 ore, i presidi di Roma minacciano di non riaprire le aule lunedì prossimo, quando è stato fissato il rientro sui banchi dal Provveditorato. Il rischio è stato ventilato in una lettera spedita ieri alla sindaca Virginia Raggi. C’è un problema «sanitario», si legge nella missiva dell’Associazione nazionale Presidi. È l’ultima minaccia che aleggia sulla Capitale sempre più tormentata dalla crisi della spazzatura. Emergenza detonata con l’incendio che l’11 dicembre scorso ha incenerito l’impianto di trattamento al Salario e che da allora, al netto degli annunci della giunta grillina, non ha fatto che peggiorare, regalando a romani e turisti un Natale nel segno del pattume.

SOS NEGLI ISTITUTI
Si spera che stavolta la Befana, oltre alle feste, come dice il proverbio, porti via pure un po’ di spazzatura. Altrimenti molti istituti potrebbero rimanere chiusi in attesa del passaggio dei netturbini. Il «grave problema» dell’immondizia che straripa dai cassonetti davanti agli ingressi, ha scritto il presidente della sezione del Lazio dell’Associazione nazionale Presidi, Mario Rusconi, «investe il tema sanitario, che potrebbe comportare in alcuni casi anche la chiusura delle scuole, soprattutto quelle dell’infanzia ed elementari la cui popolazione è composta da bambini molto piccoli, qualora non fosse tempestivamente risolto». Per questa ragione è stato chiesto alla Raggi di mettere in atto «un decisivo intervento nei confronti dell’Ama (la società dei rifiuti, ndr) affinché preveda la raccolta di tutta questa immondizia almeno nei pressi delle scuole prima della ripresa delle attività didattiche prevista per il 7 gennaio». Altrimenti, come si diceva, c’è il rischio che gli istituti prolunghino «la chiusura».

L’associazione presidi, nella missiva inviata a Palazzo Senatorio, racconta delle «numerose segnalazioni che stiamo ricevendo da diversi colleghi di scuole del centro e della periferia, di asili nido, scuole elementari medie e superiori». «Basta girare per le strade della città - si legge ancora - e constatare i cumuli di rifiuti a volte anche ingombranti attorno ai cassonetti strapieni di immondizia vicino ai cancelli e ai portoni degli istituti scolastici. Non solo spettacoli poco decorosi, ma anche odori nauseabondi accompagnano la vista dei cittadini nel constatare come animali randagi e roditori trovino spesso bivacco attorno a questi monumenti di pattume».
Oltre ai rischi sanitari per alunni e insegnanti, i presidi rimarcano un altro aspetto: «Questo sconveniente scenario - scrivono sempre alla Raggi - è diseducativo per i nostri studenti che tutti i giorni nelle aule educhiamo al senso civico, al rispetto per la città e al decoro, alla cura per il bene pubblico, alle regole della convivenza e della cittadinanza, che poi vedono puntualmente infrangersi fuori dalle loro aule a pochi passi dai portoni d’ingresso delle scuole, attorno a queste pattumiere a cielo aperto».

Monica Nanetti, preside dell’istituto tecnico Enrico Fermi, sulla Trionfale, non distante da dove abita Raggi, si sfoga così: «Noi dentro alle classi facciamo la differenziata, poi i ragazzi escono e vedono questo scempio di immondizia all’ingresso, così si indeboliscono tutti i messaggi che si vogliono dare. La sindaca vive da queste parti, come fa a non rendersene conto?». E lo stesso sgradevole spettacolo si presenta davanti al liceo classico Pilo Albertelli in pieno centro, al Lucrezio Caro, agli asili della Balduina, alle elementari dei quartieri San Giovanni e Don Bosco, e spingendosi nella periferia del quadrante Sud, sulla Casilina. E la lista è lunga.

IMMONDIZIA IN AUMENTO
Alla protesta dei presidi, per ora, il Campidoglio non ha replicato. Informalmente viene spiegato che «la situazione tornerà alla normalità a breve», un disco che suona da settimane, mentre le buste dell’immondizia continuano a tracimare dai bidoni. Per l’Epifania l’Ama metterà in campo 1.200 addetti, «uno sforzo ingente», dice la partecipata. Non aiuta il fatto che l’immondizia continui ad aumentare. Nei primi tre giorni del 2019 a Roma sono state raccolte 7.800 tonnellate di spazzatura, circa 400 tonnellate in più rispetto all’anno passato.

Ultimo aggiornamento: 18:34 © RIPRODUZIONE RISERVATA

LE VOCI DEL MESSAGGERO

Lozzi e il derby dei Casamonica, da Virginia solo una passerella

di Simone Canettieri

Visita i Musei Vaticani, la Cappella Sistina e San Pietro senza stress. Salta la fila e risparmia

Prenota adesso la tua visita a Roma