Roma, Covid. Bonus ai nuovi vaccinatori: «Incentivi di 40 euro l'ora, vanno bene anche i pensionati»

Roma, Covid: bonus ai nuovi vaccinatori: «Incentivi di 40 euro l'ora, vanno bene anche i pensionati»
di Lorenzo De Cicco
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Domenica 31 Gennaio 2021, 23:15 - Ultimo aggiornamento: 1 Febbraio, 13:31

Non solo boccette e siringhe di precisione: per permettere alla campagna di vaccinazione di fare un salto di qualità, alle Asl romane servono truppe extra. Medici e infermieri per inoculare più vaccini possibile. Una cosa è certa: non arriveranno abbastanza camici bianchi dal bando del commissario Arcuri, anche se i numeri definitivi devono ancora essere ufficializzati. È bastata qualche riunione tra i vertici delle aziende territoriali e gli esperti del Sistema sanitario regionale per capire che quella coperta non sarà sufficientemente lunga. E così è partito il reclutamento dei dottori con «tariffa oraria». Fino a 40 euro all’ora per dare una mano all’Asl Roma 2. L’Asl 4 invece offre fino a 60 euro, a patto di essere specialisti. Ma si accettano anche pensionati, alla bisogna.

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L’arruolamento

I medici serviranno dall’8 febbraio in poi, quando gli 89 centri vaccinali dispiegati sulla mappa del Lazio inizieranno a convocare gli anziani over 80. Ma soprattutto serviranno dopo, quando la campagna diventerà davvero “di massa” e la macchina delle somministrazioni dovrà viaggiare a ritmi molto più spediti di quelli dei prossimi giorni (3.700 punture al dì, in tutta la regione, per via delle forniture contingentate). All’Asl 2 - un territorio che va dal Tiburtino a Torbella, da Centocelle all’Ostiense - è stato pubblicato un bando per reclutare «medici abilitati privi di specializzazione per incarichi libero professionali». La tariffa: 40 euro all’ora. «Disponibilità immediata». La settimana scorsa durante una riunione con i dirigenti della vaccinazione, è stato spiegato che dalla “call” del commissario nazionale arriveranno al massimo 22 sanitari: 12 medici e 10 infermieri. «E non è nemmeno certo che arrivino tutti - spiega un manager che sta seguendo il dossier - la procedura, ci è stato spiegato, rischia d’impantanarsi nella burocrazia, dato che tutte le assunzioni non potranno farle direttamente le Asl, ma si passerà dall’agenzia del lavoro». Un passaggio in più. «Non è arrivato nemmeno un vaccinatore di Arcuri, ma una primula non fa comunque primavera», commentava il 28 gennaio, intervistato dal Messaggero, l’assessore alla Sanità, Alessio D’Amato.

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In pensione

Alcune Asl contano di reclutare i pensionati, com’era stato fatto in estate per i tamponi o per rimpinguare i reparti travolti dalla prima ondata. Altre aziende potrebbero pescare sempre nel serbatoio degli specializzandi, che però rischia di prosciugarsi, ammesso che non lo sia già. «Quella dell’Asl 2 è una buona idea», dice Enrico Di Rosa, il responsabile del Sisp (Servizio di igiene e sanità pubblica) della Asl Roma 1. «Il problema è che gli specializzandi sono già stati impiegati quasi tutti, li cerchiamo dall’iniziamo della pandemia e per assumere quelli dei primi due anni di corso ci sono difficoltà burocratiche...», spiega Simona Ursino, dirigente della Prevenzione nell’Asl Roma 4. «Aspettiamo i neo-laureati delle prossime sessioni. Oppure cerchiamo di reclutare i pensionati. Per gli specialisti offriamo fino a 60 euro l’ora».

 

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