Roma, scoperta la necropoli di via Latina. Spunta la tomba della piccola Valeria vissuta 1900 anni fa

nella foto il momento della scoperta dell'ara funeraria in via Tosti (crediti SOPRINTENDENZA DI ROMA)
di Laura Larcan
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Martedì 3 Maggio 2022, 11:20 - Ultimo aggiornamento: 16:38

Un (banale) cantiere di lavori idrici, uno scavo al di sotto del manto stradale, et voilà, la sorpresa. Una storia millenaria che è cominciata a riaffiorare a circa due metri di profondità. Con la suggestione di riportare alla luce la memoria della piccola Valeria, bambina vissuta circa 1900 anni fa, e sepolta dai suoi genitori quando aveva appena tredici anni e sette mesi, amorevolmente ricordata dai famigliari con una preziosa ara funeraria in marmo riccamente decorata con il suo nome inciso a caratteri nobili.

Roma, scoperta la necropoli di via Latina. Spunta la tomba della piccola Valeria vissuta 1900 anni fa

E' solo una delle sorprese restituite dal cantiere aperto in via Luigi Tosti, presso la via Latina, nel cuore del quartiere Appio Latino, dove è in corso un lavoro di bonifica idrica realizzato dall'Acea Ato2, con gli scavi curati dalla Soprintendenza Speciale di Roma, diretta da Daniela Porro, e con la direzione scientifica di Angelina De Laurenzi, e condotti da Archeo di Fabio Turchetta. 

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A darne notizia è proprio la Soprintendenza. A due metri dal piano stradale, è stato portato alla luce un nuovo edificio funerario risalente al II secolo d.C. Qui sono riaffiorati tra gli strati di terra alcuni splendidi frammenti di un sarcofago di marmo decorato con scene di caccia e leoni, insieme ad un'ara, una sorta di altare dedicato ad una bambina di 13 anni, Valeria. Le nuove scoperte hanno rivelato che l'edificio funerario faceva parte della grande necropoli dell'antica via Latina. Caratterizzato da un colombario con olle-urne cinerarie murate nelle pareti, e sepolture a inumazione.

Dallo scavo sono emersi resti in marmo di un sarcofago di notevole interesse. Uno dei pezzi presenta una decorazione a bassorilievo di pregevole fattura, con una scena di caccia: una leonessa sovrastata a sinistra dal cavallo del cacciatore (di cui si conservano esclusivamente le zampe anteriori), viene braccata sulla destra da un mastino. Tutti i materiali rinvenuti (ora già trasferiti nel deposito della Soprintendenza per proteggerli da possibili rischi di furti) sono ancora in corso di studio, ma da una valutazione preliminare è possibile datare i ritrovamenti al II secolo dopo Cristo. 

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