ROMA

Rifiuti di Roma a Ostia: il piano Ama per evitare l'emergenza a Pasqua

Lunedì 8 Aprile 2019 di Mauro Evangelisti
Rifiuti di Roma a Ostia: il piano Ama per evitare l'emergenza a Pasqua
Più dipendenti al lavoro in straordinario nei giorni festivi; attivazione dell'impianto che lavora i rifiuti nel X Municipio e accordo con aziende fuori regione perché accolga ciò che viene prodotto; richiesta ai tre Tmb di Colfelice (Frosinone), Aprilia (Latina) e Viterbo di ricevere più spazzatura romana in caso di necessità. Ecco, in sintesi, il piano di Ama per evitare una Pasqua tra i rifiuti.

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La speranza è di riuscire a fare partire il tritovagliatore del municipio di Ostia - sì, proprio quello che secondo i post di qualche tempo fa del Movimento 5 Stelle su Facebook non sarebbe mai stato usato - entro il 20 aprile. Le 150-200 tonnellate di rifiuti che potrà lavorare l'impianto mobile installato in via dei Romagnoli dovranno compensare le 200 tonnellate che non saranno più ricevute dal Tmb di Malagrotta, a causa dell'inizio dei lavori di manutenzione dei due stabilimenti di proprietà di Colari (gruppo Cerroni, ma gestito da un amministratore nominato dal tribunale). In Ama, ormai insieme all'amministratore unico provvisorio Massimo Bagatti, in queste ore sono proprio i tanto vituperati vecchi dirigenti (sì, quelli che Virginia Raggi aveva promesso di cacciare) a tentare di limitare i danni in vista della Pasqua che si annuncia terribile sul fronte dei rifiuti, mentre in Campidoglio si baloccano tra provini e colloqui perché non hanno ancora deciso chi deve guidare Ama. Hanno cacciato Bagnacani e gli altri del Cda il 18 febbraio senza avere pronto i sostituti e ora, dopo quasi due mesi, dall'entourage della Raggi trapela che servirà almeno un altro mese, forse anche perhé l'idea iniziale di affidare l'azienda a Sammarco è stata stoppata da una parte dei 5 Stelle. Poco importa se nel frattempo tutto è fermo, nessuno sta preparando i bilanci 2017 e 2018, di assunzioni non si parla più mentre le Rsu hanno proclamato lo stato di agitazione e sono già iniziate le assemblee.

NELL'UOVO
Perché Pasqua rischia di essere un altro cataclisma come quello di Natale? Prima di tutto c'è una successione di giorni festivi che rischia di mettere in ginocchio il sistema mentre la città è piena di turisti. Nell'ordine: 19 aprile è il Venerdì Santo, domenica 20 è Pasqua, lunedì 21 Pasquetta, giovedì 25 aprile è la Festa della Liberazione, il 28 aprile è domenica, il mercoledì successivo il primo maggio. I giorni festivi hanno un doppio risvolto negativo: la raccolta non è a pieno regime, gli impianti di Colari rallentano, i camion che devono portare nelle discariche e negli inceneritori delle altre regioni ciò che viene prodotto nei Tmb si fermano perché gli impianti dove sono destinati chiudono. In più quest'anno c'è il parziale stop dal 20 di Malagrotta per manutenzione, ci sono lavori da fare anche al Tmb di Rocca Cencia. A gestire questa fase difficilissima c'è il responsabile degli impianti di Ama, l'ingegnere Pietro Zotti, classe 1955, nella galassia dell'azienda dal 1989, che a fine mese andrà in pensione: è un po' come quei poliziotti dei film americani che si ritrovano con l'ultimo caso delicato proprio poche settimane prima di riconsegnare il distintivo per raggiunti limiti di età. Qual è il piano per evitare la catastrofe di Pasqua? Parentesi: c'è un altro problema, stando ai dati diffusi da Ama la produzione di indifferenziato è aumentata, giovedì sono state raccolte 3.500 tonnellate (un quantitativo molto alto, anche se forse gonfiato dal fatto che si è recuperato il materiale lasciato sui marciapiedi dopo l'incendio di Rocca Cencia).
TASSELLI
Prima di tutto è già stato chiesto ai dipendenti di assicurare servizio in straordinario sia negli impianti, sia sulle strade per la raccolta. In linea di massima in questi casi, anche per comprensibili ragioni economiche, c'è una buona adesione, ma questa volta a causa del numero elevato di festivi infrasettimanali tutto è più complicato. Altro tassello del piano: attivare il tritovagliatore mobile presente nel X Municipio. Il problema è che quanto viene prodotto, dopo la lavorazione, deve essere portato in impianti di altre regioni che fanno recupero energetico, si stanno chiudendo gli accordi in queste ore con tre aziende differenti, ma si tratta di una corsa contro il tempo. Una boccata di ossigeno è arrivata dal Tar, che ha sospeso la chiusura della discarica di Roccasecca (Frosinone), anche se sul merito si deve ancora pronunciare. Senza quell'impianto, sarebbero stati guai seri. Ancora più seri.
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