Il pugile Francesco Lomasto vittima di un agguato nel 2014: aveva litigato con degli argentini. Nel "curriculum" risse e usura

Mercoledì 13 Maggio 2020 di Marco Pasqua
Minacce e usura, il pugile Francesco Lomasto vittima di un agguato nel 2014: aveva picchiato degli argentini

Una famiglia con la passione per la boxe: non solo Francesco Lomasto, che è stato anche campione italiano dei superleggeri, ma anche il fratello Vincenzo. Classe 1990 il primo, ora finito in manette per il reato di usura, di tre anni più piccolo il secondo, arrestato nel 2019 per spaccio. Originari di Napoli, trapiantati a Pomezia. Dove erano note le loro “scorribande”. Due tipi di poche parole e molti "fatti", si racconta di pugni volati per uno sguardo di troppo, scazzottate per i motivi più risibili.

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Come quella dell'agosto del 2014, per le strade di Torvajanica. Francesco, che non era nuovo a liti in strada, aveva discusso ed era venuto alle mani con un gruppo di argentini. Una rissa vera e propria che, però, gli argentini hanno voluto vendicare, secondo quanto hanno accertato i carabinieri. Così, questi si sono spinti fino a Pomezia e, arrivati in via Gramsci, in 5 (due erano armati di pistola) lo hanno avvicinato e gli hanno sparato 3 colpi alla coscia. In quell'occasione, Francesco, che aveva già precedenti penali, venne dimesso dall'ospedale S. Anna con dieci giorni di prognosi.

Le “voci” sul fatto che “prestasse” soldi a strozzo erano molto ricorrenti e l'arresto effettuato dai carabinieri dell'Eur, dopo la denuncia di un imprenditore, potrebbe essere solo la punta dell'iceberg. Gli inquirenti, infatti, non escludono che altre persone possano avere il coraggio di venire allo scoperto per denunciare Lomasto e potrebbero già avere raccolto elementi utili.

Il fratello Vincenzo, classe 1993, anche lui originario di Napoli e residente a Pomezia, è stato invece arrestato il 18 marzo del 2019. I carabinieri – la cui presenza, sul litorale, è volta a contrastare, tra le altre cose, i fenomeni di spaccio – lo hanno sorpreso in via di Campo Ascolano, intento ad acquistare della cocaina. In quell'occasione, i militari, oltre a Vincenzo, arrestarono anche altri due pusher, “soci” del pugile lidense. I giudici gli concessero i domiciliari e, successivamente, l'obbligo di firma. «Meglio girare loro alla larga – raccontano delle persone che li conoscono – capitava che picchiassero le persone senza motivo, perché magari erano stato guardati in un modo che loro giudicavano strano”. L'ultimo match combattuto da Francesco nel luglio dello scorso anno (quando sconfisse un georgiano).

Ultimo aggiornamento: 14 Maggio, 00:28 © RIPRODUZIONE RISERVATA