CORONAVIRUS

Roma, dallo storico forno all'antica gelateria, le botteghe romane protestano in piazza del Campidoglio

Venerdì 22 Maggio 2020

Le Botteghe Romane scendono in piazza del Campidoglio per protesta per le misure economiche anti Covid per la Fase 2. L'appuntamento è domani, sabato 23 maggio, con un presidio  dalle 10 alle 13 sotto la sede del Comune  di Roma. Dall'antica torrefazione alla storica norcineria, l'iniziativa è di diverse associazioni di commercianti e reti di impresa, unite sotto un unico manifesto. Tra queste la Rete di impresa Castani presieduta da Monica Paba e l'Associazione Botteghe Romane che di suo già nella Fase 1 si è spesa, in collaborazione con la Croce Rossa, per fornire generi alimentari a chi ne aveva bisogno.  Associazione di cui fanno parte alcuni dei commercianti storici, da generazioni, della Capitale. Dal presidente Enrico Corcos ad Annibale in via di Ripetta. Dal bar Canova ai Carucci, dall'enoteca Buccone dei fratelli Trimani all'antica torrefazione Ciamei, dallo chef stellato Paolo Milani di Baccano a Pietro e Andrea Roscioli dell'omonimo forno. E ancora, la Zanzara, il Matriciano, l'antiquariato Santolini,  i fratelli Bulla che contano una tra le più antiche litografie del mondo. E poi Oriani,  il maestro Gelataio Gunther Rohregger, i Caruso, Antonello Di Stefano con il suo Shinto, Cecchini, Satyrus, Ennio Shoes e Dandini.

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Gli operatori chiederanno «a gran voce al Comune» di chiarire una serie di punti relativi alla Fase 2. Di fatto un decalogo. Il punto 1: «Migliorare l’organizzazione dello scaglionamento delle aperture in diverse fasce orarie prediligendo i piccoli negozi di vicinato per le aperture anticipate rispetto ai centri commerciali» 2: «Chiarire come mai il permesso per l’occupazione del suolo pubblico dovrebbe terminare il 31 ottobre invece di durare 18 mesi come proposto da Andrea Coia» 3: «Chiediamo l’apertura dei varchi Ztl A1 del centro storico almeno fino a dicembre 2020» 4: «Chiediamo altri chiarimenti riguardo ai contributi a fondo perduto per i canoni dei mesi di lockdown». Punto 5: «Cancellazione del canone per l’occupazione di suolo pubblico (Cosap) e rimborso per la Cosap pagata per tutto l’anno».

Punto 6: «Chiarezza riguardo all’elenco arredi e coperture ammesse e riguardo alle possibilità di abbellire l’occupazione esterna con fioriere e impianti arborei che favorirebbero il decoro urbano». Il 7: «Permessi Osp anche sulle zone tariffate con esclusione della grande viabilità». 8: «Semplificazione burocratica per impianti di aerazione ed installazione depuratori d’aria e aria condizionata». 9: «Chiarimenti sull’abolizione Tari e imposte Ama per i mesi di chiusura». 10: «Chiarimenti sull’adeguamento del codice Ateco»

Ultimo aggiornamento: 17:47 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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