Comune di Roma, fuga degli assunti: in 500 non si presentano. Tanti vincitori del “concorsone” non firmano il contratto

Nella polizia locale è stato assegnato solo il 50 per cento dei posti disponibili

Comune di Roma, fuga degli assunti: in 500 non si presentano. Tanti vincitori del concorsone non firmano il contratto
di Fernando M. Magliaro
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Sabato 8 Ottobre 2022, 22:33 - Ultimo aggiornamento: 10 Ottobre, 10:10

La grande “fuga” dal posto fisso al Comune. Può sembrare un paradosso ma il “concorsone 2021” per assumere al Comune di Roma fa registrare la “fuga”, così l’ha definita il direttore del Personale capitolino, Angelo Ottavianelli, dei vincitori dal lavoro in Campidoglio. Nel 2021 l’amministrazione Raggi bandì una serie di concorsi, il “concorsone” per 1.512 posti totali: 1.050 posti per diplomati (250 istruttori amministrativi, 200 istruttori tecnici, 100 istruttori informatici, 500 istruttori polizia locale) più 420 posti per laureati (100 per funzionario amministrativo, 80 per funzionario tecnico, 80 funzionario educativo, 140 funzionari assistenti sociali, 20 posti per funzionario avvocato) e 42 posti per dirigenti (32 dirigenti amministrativi e 10 dirigenti tecnici).

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L’ITER

A marzo scorso sono iniziate le assunzioni per alcune di queste posizioni - istruttore amministrativo, funzionario amministrativo, istruttori tecnici e istruttori informatici, e funzionari assistenti sociali - ma da 350 a 5/600 persone, risultate idonee e, quindi, in graduatoria, al momento in cui sono state convocate “per firmare un contratto a tempo indeterminato” non si sono presentate. Obbligando gli uffici comunali a fare prima un richiamo, poi una lettera ufficiale di diffida. E perdendo tantissimo tempo. Il risultato però, anche con le diffide, non è stato davvero incoraggiante. Spiega sempre Ottavianelli, durante un’audizione congiunta delle Commissioni Statuto e Trasparenza: “Nella penultima chiamata per i funzionari amministrativi, avevamo convocato 30 persone. Non se n’è presentata nessuna. Abbiamo spedito una prima lettera, poi una diffida ufficiale. A quel punto se ne sono presentati quindici”. Solo che ognuna di queste procedure allunga i tempi di settimane, dilatando, quindi, il completamento di tutte le assunzioni.

Alla fine, il risultato è che alcuni concorsi, quelli dove gli idonei erano solo il 20 o 30 percento dei posti a concorso, sono stati completati con tutte le assunzioni ma in numero insufficiente a coprire i posti a concorso. L’esempio è quello dei Vigili Urbani: pochi gli idonei che hanno “coperto” solo il 50% del concorso per cui le assunzioni, tutte fatte, sono comunque decisamente insufficienti a coprire il fabbisogno. Il Corpo dovrebbe sfiorare i 9mila uomini, fra agenti e ufficiali, e oramai siamo a poco più di 5mila unità. Mentre altri concorsi, come quello per gli istruttori tecnici o gli istruttori amministrativi, le mancate firme sui contratti stanno facendo perdere tantissimo tempo. Oppure con gli istruttori tecnici: solo il 30% di idonei, tutti assunti, e i posti rimasti sono stati “convertiti” su altre figure, come gli educatori scolastici. Oppure saranno assunti con le deroghe previste nel Pnrr.

IL PIANO

«I piani assunzioni del Comune hanno base triennale - spiega Ottavianelli - perché vanno allineati con la ordinaria programmazione economica e finanziaria del bilancio del Campidoglio. Però la loro applicazione è su base annuale. Quindi, un piano triennale 2022-2024, valido per il 2022, 2023 e 2024, avrà valore applicato solo sul 2022. Per gli anni successivi l’Amministrazione dovrà approvare una specie di piano assunzioni esecutivo per il 2023 e un altro nel 2024». «Molti di quelli che rinunciano - spiega Andrea Catarci, da pochi giorni nominato Assessore al Personale - quando arrivano si fanno due conti sullo stipendio e sulle spese da sostenere, specialmente se sono di fuori Roma. E molti, poi, fanno più concorsi insieme e ovviamente poi scelgono quello più appetibile Il che è un problema perché in qualche modo vuol dire che il Comune non ha un grande appeal. Come Amministrazione dobbiamo riuscire a fare molto di più».

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