I concorsi pubblici cambiano. E profondamente. Niente più carta e penna, ma solo strumenti digitali. A partire dai bandi che non saranno più pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale, ma sul portale InPa, già ribattezzato il Linkedin della pubblica amministrazione. Inoltre, dalla prima prova selettiva dei candidati al momento dell’assunzione, non potranno passare più di 120 giorni. Sono soltanto alcune delle novità contenute nel Decreto del presidente della Repubblica appena approvato e che modifica le modalità di svolgimento dei concorsi nella Pubblica amministrazione. Si tratta di una riforma collegata al Pnrr, il Piano nazionale di ripresa e resilienza. Il provvedimento è stato fortemente voluto dal ministro per la Pubblica amministrazione Renato Brunetta. «Il via libera mi riempie di sincera soddisfazione e orgoglio», ha spiegato Brunetta, «perché chiude il cerchio rispetto all’importante lavoro che, come ministro del Governo Draghi, ho portato avanti da oltre un anno e mezzo con un unico obiettivo: la valorizzazione e il rilancio del capitale umano».
Ma vediamo quali sono le novità salienti della riforma.
Il portale
Gazzetta addio, si passerà solo per il sito InPa
Dal primo gennaio del prossimo anno i bandi di concorso della Pubblica amministrazione non saranno più pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale. Tutto passerà attraverso il portale InPa, il cosiddetto Linkedin del pubblico impiego. Chiunque vorrà partecipare ad un concorso, dovrà iscriversi al portale utilizzando le credenziali Spid, la Carta di identità elettronica o la Carta nazionale dei servizi. Sul portale saranno poi pubblicate tutte le informazioni sulla procedura, a partire dalla convocazione per le prove selettive. Attraverso InPa sarà anche possibile versare il contributo di partecipazione al concorso, fissato in un massimo di 10 euro.
Le commissioni
Esami con head hunter e psicologi
Per l’accesso alla Pubblica amministrazione saranno valutate anche le soft skills e non solo le competenze tecniche. Questa novità avrà impatti anche sulla formazione delle commissioni esaminatrici. La riforma prevede che debbano essere composte da tecnici esperti nelle materie oggetto del concorso, scelti tra dipendenti di ruolo delle amministrazioni, docenti ed estranei alle medesime. Il decreto prevede inoltre che possano, altresì, far parte delle commissioni specialisti in psicologia e risorse umane. La commissione, poi, dovrà comunicare i risultati ai candidati all’esito di ogni sessione di concorso.
Le riserve
Corsia veloce ai figli dei medici uccisi dal Covid
Cambiano e vengono aggiornati anche i criteri «di preferenza», ossia quei criteri che a parità di merito consentono un vantaggio al candidato. Ci sono gli insigniti di medaglia al valor militare e civile e i mutilati e invalidi del settore pubblico. Ma una corsia preferenziale viene attribuita anche ai figli di medici e altro personale ospedaliero deceduto per Covid contratto durante il servizio. Corsia preferenziale anche agli atleti dei gruppi sportivi militari e civili dello Stato, ma anche a chi ha svolto con esito positivo servizio nell’Ufficio del processo. E anche per i navigator varrà la corsia preferenziale in caso di parità di punteggio con un altro candidato.
Parità di genere
Stesso punteggio? Passa chi è meno rappresentato
Al momento della pubblicazione del bando, ogni amministrazione pubblica che vuole assumere nuovo personale, dovrà dichiarare come sono rappresentati i generi al proprio interno. Dovrà cioè dire quanto personale maschile e quanto personale femminile è in servizio. Se la differenza tra un genere e l’altro è pari o superiore al 30 per cento, scatterà una sorta di clausola di salvaguardia per il genere meno rappresentato. Significa che a parità di merito e di punteggio, il candidato del genere meno rappresentato supererà quelli dell’altro genere
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