Roma, carabiniere aggredito da ultrà laziali: arrestato "il gigante" degli Irriducibili. Perquisita casa di uno speaker radiofonico

Mercoledì 4 Dicembre 2019 di Alessia Marani
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Un momento dell'aggressione al carabiniere

Avevano aggredito un carabiniere dopo una spedizione alla caccia dei tifosi tedeschi arrivati per vedere Lazio-Eintrecht a dicembre dello scorso anno, per quel blitz è finito oggi ai domiciliari Riccardo R., 25 anni, "il gigante", uno degli Irriducibili della Lazio, il gruppo degli ultras della Lazio di cui era a capo Fabrizio Piscitelli, alias Diabolik, prima di essere ucciso il 7 agosto scorso. I carabinieri del comando provinciale di Roma e gli agenti della Digos della Questura di Roma gli hanno notificato all'alba l'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Roma, su richiesta della locale Procura della Repubblica. "Il gigante", già noto alle forze dell’ordine, è ritenuto responsabile di resistenza a pubblico ufficiale, lesioni personali aggravate e uso di strumenti atti a rendere difficoltoso il riconoscimento. Lui e gli altri al momento del blitz indossavano cappucci, sciarponi e caschi per non farsi riconoscere. Lui era il ragazzo che scagliò un secchione dell'immondizia contro il carabaniere della compagnia Trastevere. 

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Nel medesimo contesto, sono state effettuate delle perquisizioni a Roma, Grottaferrata, Sant’Oreste, Anzio e Lariano, nei confronti di ulteriori 8 ultras, in relazione alla violazione del divieto di accesso ai luoghi in cui si svolgono manifestazioni sportive. Tra questi compare di nuovo anche il giovane Luca Ciano "bandierina", già indagato in passato per avere affisso in Curva Sud gli adesivi di Anna Frank con la maglia della Roma durante Lazio - Cagliari dell'ottobre 2017. Perquisita anche la casa di uno speaker radiofonico. Durante i vari controlli sarebbe stata rinvenuta della droga, circostanza al vaglio degli inquirenti. Erano quasi tutti daspati, uno aveva anche l'obbligo di dimora e non avrebbe potuto allontanarsi da casa.

L’indagine è stata avviata a seguito dei fatti verificatisi il 13 dicembre 2018, allorquando un gruppo di tifosi italiani, dopo aver assistito all’incontro calcistico “Lazio – Eintracht Francoforte”, si era recato nel quartiere Trastevere, per rintracciare e aggredire tifosi tedeschi, perpetrando altresì una rapina nei confronti di uno di essi.

Nella circostanza, giunta sul posto una pattuglia di carabinieri della stazione di Roma Trastevere – impegnata nel quartiere in un servizio di prevenzione e attivata dal titolare di un esercizio commerciale della zona – notava i tifosi laziali, per poi pedinarli a distanza in attesa di rinforzi. Nel frangente, un carabiniere veniva fatto oggetto di un fitto lancio di oggetti contundenti da parte del gruppo di tifosi della Lazio, rimanendo colpito al capo, con una prognosi di 20 giorni per un trauma non commotivo. In quell'occasione, in un video, si vede il carabiniere che sbuca da un angolo e si ritrova di fronte le decine di incappucciati. Senza perdere la calma, estrae la pistola dalla fondina e indietreggia. Mantiene il punto e gli incappucciati poi se ne vanno.

Gli altri 8 appartenenti al gruppo ultras “Irriducibili”, sono, per il momento, responsabili di aver violato le disposizione sul daspo: tutti volti noti della Curva Nord, l'ala dei più violenti secondo gli inquirenti, già protagonista di ulteriori episodi di violenza e, in alcuni casi, legata ad ambienti dell'estrema destra di Forza Nuova, come risulta da precedenti indagini della Digos romana.

Ultimo aggiornamento: 5 Dicembre, 08:16 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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