Caos rifiuti, la nuova tegola: rallenta anche Rocca Cencia. Roma si rivolge alle Marche

Domenica 11 Agosto 2019 di Mauro Evangelisti
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Caos rifiuti, la nuova tegola: rallenta anche Rocca Cencia. Roma si rivolge alle Marche
L’ Ama chiederà alle Marche di prendere una parte dei rifiuti della Capitale, anche per ovviare all’esaurimento dell’accordo con l’Abruzzo. Serve però un’intesa tra le due Regioni (Lazio e Marche). Si vuole evitare una nuova crisi dei rifiuti in autunno. L’altra strada battuta è quella degli accordi con impianti stranieri. Per ora i risultati sono deludenti (la Svezia ha accettato 6.000 tonnellate, ma è ciò che Roma produce in due giorni).

L’altro giorno la sindaca Virginia Raggi ha convocato la stampa per spiegare cosa si rischia in autunno e chiedere un intervento immediato della cabina di regia (di cui fanno parte Ministero dell’Ambiente, Roma Capitale, Regione e Prefettura). Ieri dall’entourage del ministro Sergio Costa è stato anticipato: la cabina di regia tecnica si svolgerà martedì. Inizialmente era stata ipotizzata la data del 29 agosto, ma la Raggi ha contestato quella decisione: «La data del 29 agosto è inadeguata e rivela, ancora una volta, una sottovalutazione della situazione».

Cosa sta succedendo? La situazione è molto complicata. L’unico impianto di trattamento di proprietà dell’ Ama, Rocca Cencia, deve andare in manutenzione. Secondo le previsioni dei tecnici questi lavori, assolutamente necessari, comporteranno una riduzione dei rifiuti trattati che oscillerà tra il 22 per cento della prima settimana, il 55 della seconda, il 40 della terza, il 12 della quarta.

Nei piani di Ama questo intervento doveva partire lunedì, in coincidenza con un calo della produzione dei rifiuti, ma a causa di una nuova tegola che rischia di mandare in tilt il sistema, ora si sta valutando se rinviare a settembre i lavori. Rida, la società di Aprilia che accetta 750 tonnellate di rifiuti di Roma a settimana, ha comunicato che da lunedì chiuderà le porte alla spazzatura della Capitale. Lo stop si concluderà solo il 9 settembre. Perché Rida non accetta rifiuti? Perché in quel periodo va in manutenzione l’inceneritore di San Vittore, dove si porta ciò che esce da un tmb come quello di Rida.

Ad Ama però contestano questa decisione: l’impianto di San Vittore riduce la sua attività del 33 per cento, dunque, secondo Ama, semmai Rida dovrebbe ridimensionare la quantità di rifiuti romani accettati, non respingerli tutti. Lo stop di Rida ha un effetto: Roma non sa dove portare 750 tonnellate a settimana già da lunedì. E dunque in primis Ama ha congelato la manutenzione di Rocca Cencia, che comunque in autunno dovrà essere svolta, visto che anche di recente, con l’impianto che viene stressato per evitare che i rifiuti restino per strada, ci sono stati alcuni guasti, subito riparati. Ama ha un altro problema, come segnalato con varie lettere dai vertici (la presidente Lusia Melara, l’ad Paolo Longoni e il consigliere con ruolo molto operativo, Massimo Ranieri).

La crisi di giugno e luglio ha avuto tra le cause il dimezzamento dei rifiuti trattati dai due tmb di EGiovi a Malagrotta, anche in questo caso a causa dei lavori di manutenzione. Normalmente trattavano 1.250 tonnellate giornaliere (circa il 40 per cento dell’indifferenziato raccolto a Roma), con la manutenzione dalla primavera scorsa ne riceve solo 750. Cinquecento in meno.

Il ritorno alla normalità era previsto per metà settembre, ma, come ha ricordato la sindaca, a causa di un incidente probatorio (accertamenti in corso per una inchiesta giudiziaria legata a vicende del passato), la manutenzione sta procedendo più lentamente del previsto. La comunicazione ufficiale di EGiovi (gruppo Cerroni, ma con un amministratore giudiziario) ha alimentato le preoccupazioni di Ama: il ritorno a pieno regime ci sarà solo il 30 novembre. Di tutto questo si parlerà martedì nel corso della riunione della cabina di regia. Non c’è molto tempo per evitare la crisi.
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