Roma, botte e minacce: un condominio in balìa dello stalker

Roma, botte e minacce: un condominio in balìa dello stalker
di Camilla Mozzetti Raffaella Troili
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«Non abbiamo denunciato perché avevamo paura di ritorsioni: era un continuo di offese e minacce senza giustificazione». Sono stati tenuti sotto scacco per quasi cinque anni alcuni inquilini di un condominio in piazza Pio Pecchiai (tra Centocelle e Tor Pignattara) vessati dalle angherie di un altro residente, Alessandro Curcio, 51 anni, finito in carcere con l'accusa di atti persecutori e lesioni gravi e gravissime per volere del gip Cinzia Parasporo che ha firmato l'ordinanza di custodia cautelare. Per anni l'uomo, vero e proprio stalker, ha sfogato le sue ire almeno contro cinque condomini che per paura non hanno mai denunciato fino all'ultimo episodio avvenuto lo scorso settembre quando uno di loro, 70 anni, è stato picchiato e spinto in terra riportando un trauma cranico. Da allora sono partite le indagini degli agenti di polizia del commissariato Tor Pignattara che hanno rimesso insieme una lunga lista di episodi. Che non annoveravano soltanto sputi per le scale, offese, telefonate anonime (nelle quali si riconosceva tuttavia la sua voce), lettere di minaccia con dentro le feci fatte recapitare appositamente al malcapitato condomino di turno.
GLI EPISODI
Nel corso degli anni si sono verificate vere e proprie aggressioni fisiche. Nel 2016 a una residente lo stalker aveva fatto recapitare lettere ingiuriose piene di minacce tra cui «Ti brucio il box» solo perché la signora stava facendo dei lavori nel suo appartamento, senza recare alcun disturbo al palazzo, facendosi aiutare da un altro condomino. Gli atti persecutori sono poi proseguiti anche da agosto a dicembre del 2018. E qui sono arrivate le botte. «Era una furia non si calmava, ci aveva preso di mira senza un motivo», hanno poi raccontato alcune vittime alla polizia. A ottobre di due anni fa un condomino venne picchiato, riportando 50 giorni di prognosi per la frattura delle costole. All'uomo Curcio recapitò un'altra lettera e stavolta con allegato. In una busta di plastica, infatti, aveva messo le sue feci scrivendo: «Con queste facci colazione». Ad aprile scorso lo stalker aggredì verbalmente per le scale l'ennesima vittima che per lo stress di quegli attimi finì in ospedale. La donna aveva chiamato l'antennista per un problema che aveva nel suo appartamento e Curcio se la riprese con entrambi a tal punto da far scappare per la paura il tecnico. In più di un'occasione intervennero anche le Volanti della polizia ma per paura di ritorsioni i residenti non hanno mai denunciato fino a che, lo scorso settembre, un condomino di 70 anni è stato aggredito per le scale, picchiato e spinto in terra con una tale violenza da fargli perdere i sensi. L'uomo secondo poi quanto accertato, avrebbe dovuto seguire una terapia mirata per dei problemi che aveva ma che, tuttavia, per la lucidità mostrata durante le aggressioni secondo quanto accertato dagli inquirenti, non gli ha evitato il carcere.

Domenica 5 Gennaio 2020, 14:16
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