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Roma Atac, 11 indagati per “flambus”: «Scarsa manutenzione, attentato alla sicurezza»

Roma Atac, 11 indagati per flambus: «Scarsa manutenzione, attentato alla sicurezza»
di Adelaide Pierucci
4 Minuti di Lettura
Venerdì 18 Dicembre 2020, 06:38 - Ultimo aggiornamento: 09:52

Attentato alla sicurezza dei trasporti e incendio colposo. Il fenonemo romano dei flambus, per la procura di Roma, ha una matrice: la scarsa manutenzione predisposta da Atac. Questa è almeno la pista seguita a piazzale Clodio dove si è appena proceduto a 11 iscrizioni nel registro degli indagati di altrettanti funzionari della municipalizzata dei trasporti capitolina. Nel mirino quindi non chi effettua le riparazioni, ma chi le predispone. La certezza, che il fenomeno dei bus divorati dalle fiamme anche durante il servizio abbia una origine tecnica, era arrivata a giugno dall'esame dell'ultima perizia ordinata dagli inquirenti su una serie di mezzi pubblici rimasti incendiati. Gli inquirenti, così, nei giorni scorsi hanno prima sollecitato le elezioni di domicilio per poi procedere alle iscrizioni.


LE CONTESTAZIONI
Al primo reato ipotizzato, l'incendio colposo, si è aggiunta la contestazione di attentato alla sicurezza dei trasporti, punibile fino a cinque anni di carcere. I problemi strutturali dei bus, per lo più datati e con percorrenze medie di 600mila chilometri, caratterizzati da perdite d'olio ripetute al cambio e al motore, sarebbero aggravati da una «manutenzione non adeguata». Così a rischio sono proprio i dirigenti del servizio manutenzione e sicurezza, che si sono succeduti negli ultimi anni.
La perizia, stilata dall'ingegnere Rodolfo Fugger su disposizione del procuratore aggiunto Nunzia D'Elia e dei pm Mario Dovinola e Francesco Dall'Olio, si è soffermata su decine di autobus del trasporto pubblico finiti all'improvviso in fiamme tra fine 2018 e i primi mesi del 2019.

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Ed è emersa subito una peculiarità: nonostante i bus distrutti da incendi appartengano a case costruttrici diverse, le fiamme si sarebbero scatenate con le stesse modalità. Per lo più per guasti riparati alla meglio. Tanto da originare un fenomeno, ribattezzato degli «autobus flambé», tipicamente romano. Un particolare che non poteva essere ricollegato solo a sovraccarico, usura e inadeguatezza del manto stradale, come invece era emerso nelle prime verifiche.
Nel 2019 sono stati 23 i mezzi in fiamme, di cui 14 andati distrutti. Dal 2016 sono stati danneggiati dalle fiamme o bruciati 149 bus in tutto, tra mezzi Atac e Tpl. Nel 2016 ci sono stati 36 episodi di incendio, 46 nel 2017, 44 nel 2018. Il 2020 si sta chiudendo con lo stesso trend. Più di venti i mezzi bruciati, senza contare quelli su cui si è intervenuti in tempo. L'ultimo allarme un mese fa, in via Colli della Farnesina, a Roma Nord. Poco dopo 12.00 un bus della linea 188 è stato avvolto dal fuoco mentre attraversava la Camilluccia. Anche in questo caso le fiamme si sono sviluppate nel vano motore, danneggiando parzialmente la parte posteriore del mezzo pubblico in servizio da 15 anni. Tanta paura, ma nessun ferito.

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GLI INCENDI
Già nella precedente perizia, che però aveva escluso una regia occulta dietro ai bus in fiamme, l'ingegnere Fugger aveva focalizzato l'attenzione sulle componenti meccaniche e sull'usura dei mezzi. «Dall'esame delle schede di manutenzione correttiva, il sottoscritto consulente tecnico» scriveva il perito esaminando un mezzo bruciato nel 2017, «osserva che il mezzo in esame nelle settimane, mesi precedenti aveva manifestato frequenti perdite di olio da vari gruppi meccanici». «Nell'arco di due anni il mezzo aveva subito per tre volte la sostituzione del motorino di avviamento, e circa un anno e mezzo prima dell'incendio, si era verificato un principio di incendio». In questo caso il mezzo, nel 2016 con 588.650 chilometri percorsi, aveva superato il collaudo positivamente, senza segnalazioni di anomalie «salvo aggiungere un lungo elenco di componenti da sostituire urgentemente». Nel frattempo «il mezzo già a rischio incendio da due anni» continuava a viaggiare nella Capitale.
 

 

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