ROMA

Sgomberi, la denuncia del prefetto: «A Roma 12mila occupanti. E nessuno li tocca»

Mercoledì 11 Ottobre 2017 di Lorenzo De Cicco e Alessia Marani
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La “tolleranza zero” promessa da Virginia Raggi rimane in calce a un post su Facebook datato 29 agosto. Poi più nulla, o quasi. «Gli sgomberi? Quali sgomberi?», ammette con franchezza un dirigente della Polizia locale di Roma. «Dopo via Curtatone è tutto fermo». La bagarre seguita allo sfratto di un palazzone di piazza Indipendenza, dietro la stazione Termini, con i migranti accampati per giorni nel cuore della Città eterna, anziché mettere il turbo allo sfratto degli abusivi, come un boomerang, ha prodotto l’effetto opposto, quello della palude. E dire che il Viminale, proprio nei giorni in cui il “caso Curtatone” veniva rilanciato da giornali e televisioni, si era mosso con decisione, fissando le nuove linee guida per le occupazioni e stabilendo il principio che ad ogni azione di polizia avrebbe dovuto corrispondere una soluzione abitativa accettabile. A fornire l’elenco degli immobili dove ospitare gli occupanti - beninteso, solo quelli in condizioni di «fragilità» certificate: madri con figli piccoli, disabili, anziani - ovviamente dovrebbe essere il Comune. Ma nell’ultimo mese e mezzo da Palazzo Senatorio non è stata fornita nessuna lista sugli alloggi alternativi.

Pensare che ieri il prefetto di Roma, Paola Basilone, ha definito le occupazioni abusive «il problema dei problemi» per la città, parlando in particolare degli inquilini illegali negli alloggi dell’Ater, l’azienda territoriale per l’edilizia residenziale. Ascoltata ieri dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sul degrado delle periferie, Basilone ha spiegato che «complessivamente a Roma abbiamo 11.600 occupanti abusivi, ai quali bisogna aggiungere quelli che occupano gli alloggi dell’Ater che non so nemmeno quanti siano: un quadro sconvolgente». Il problema è che prima di sgomberare, ha spiegato il prefetto della Capitale, «si deve procedere al censimento, a individuare le fragilità e a trovare una sistemazione per i nuclei fragili, poi si può procedere». In questa direzione, ha aggiunto il prefetto di Roma, «il Campidoglio sta rivedendo il regolamento nel quale vengono definite le “fragilità”, perché non si amalgama al decreto Minniti».

L’IMPASSE
In teoria la lotta alle occupazioni e l’emergenza abitativa dovrebbero essere affrontate nella prima riunione del “Comitato metropolitano”, il luogo in cui il prefetto, in base alle nuove regole del Viminale, potrà mappare le criticità sugli immobili occupati ed avere informazioni sulla capacità di assistenza e le risorse finanziarie a disposizione.
Il comitato, ad oggi, non si è mai riunito. Problema di agende, anzi di un’agenda in particolare, quella della sindaca Raggi. Sembra un remake del siparietto con il ministro Calenda per la convocazione del “Tavolo per Roma”, slittato in attesa che la prima cittadina trovasse uno spazio nel suo calendario. Il prefetto Basilone ieri lo ha detto abbastanza chiaramente: «Ho sollecitato il sindaco Raggi per una data, visto che la sua agenda è più complicata, è più impegnata».

Il piano è praticamente fermo all’elenco degli edifici occupati stilato dall’ex commissario prefettizio Francesco Paolo Tronca nell’aprile 2016: 74 in tutto, Curtatone era al 14° posto. Ma è l’Ater ad avere i problemi maggiori e denuncia infatti la «latitanza» del Campidoglio: ci sarebbero 1.300 appartamenti pronti per essere sgomberati, ma mancherebbero le richieste di decreto di attuazione. A presentarle dovrebbe essere il Comune. Ecco perché, alla fine, a mandare avanti la procedura amministrativa è la Procura che grazie ai pm Michele Nardi e Michele Prestipino, con grande sforzo, sta dando esecuzione ai primi “sfratti”. Ma con l’aiuto del Campidoglio, secondo l’Ater, si potrebbero liberare almeno 500 alloggi all’anno, smaltendo nel giro di 5-6 anni l’intera graduatoria dell’illegalità.

Di questo si dovrebbe parlare al comitato metropolitano, quando verrà finalmente convocato. L’altro argomento all’ordine del giorno, ha ricordato ieri il prefetto in Commissione, saranno i roghi tossici. «Il sindaco Raggi mi ha detto di avere poche pattuglie di vigili urbani, solo 5, per il controllo dei campi rom», ha rimarcato Basilone, possibilista sull’utilizzo dell’Esercito nelle baraccopoli dei nomadi.

 

Ultimo aggiornamento: 12 Ottobre, 08:56 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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