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Elezioni Roma, il sondaggio affossa Bertolaso: «Non arriverà al ballottaggio»

Guido Bertolaso
di Simone Canettieri e Mauro Evangelisti
3 Minuti di Lettura
Venerdì 19 Febbraio 2016, 09:04 - Ultimo aggiornamento: 20 Febbraio, 09:59

Si chiamano interviste a campioni stabili le prime mine sul campo di Guido Bertolaso. Dalle rilevazioni, effettuate da diversi dirigenti del centrodestra romano, risulta che l'ex Capo della Protezione civile non riesce «a sfondare» nell'elettorato che non pensa né al Pd né al M5S. Di sondaggi veri e propri ne girano pochi, nel centrodestra. «Prima aspettiamo il candidato grillino», è la parola d'ordine. Da alcune rilevazioni però risulta che il debutto di Bertolaso su rom, Rutelli e Giachetti gli abbia fatto perdere tra i due e i tre punti. E con tre candidati in campo (Bertolaso, Marchini e Storace) basta poco per fallire.

LA PAURA
Al punto che il timore generale che rimbalza tra Palazzo Grazioli e la sede di Fratelli d'Italia è chiaro: il ballottaggio è a forte rischio con l'ex capo della Protezione civile. Ecco perché i sondaggi vengono custoditi con prudenza e in molti aspettano che siano le televisioni a darne notizia. Seduto sulla riva del fiume, c'è Marchini. Il candidato civico ieri ha attaccato Bertolaso, finito in mezzo al fuoco concentrico di Lega, ex Ncd, fittiani e Storace, ovviamente. «Zorro de Noantri, quello che promette miracoli. Tra un po' vedrete che Bertolaso ci spiegherà che può camminare sulle acque del Tevere e siamo a posto».
 
Proprio su Marchini arriva l'appoggio del ministro della Salute Beatrice Lorenzin, romana di Ostia. «Sosteniamo Alfio», ha detto l'esponente dell'Ncd, che si aggiunge agli ex alfaniani di Andrea Augello e ai Riformisti conservatori di Raffaele Fitto e Luciano Ciocchetti.

I GRILLINI
Intanto, ieri il Movimento 5 Stelle ha scelto i candidati al consiglio comunale. Coloro che hanno preso più preferenze parteciperanno alla primarie on line per decidere il candidato a sindaco. In teoria dovevano essere i primi dieci, ma in quattro (Alessandra Agnello, Cettina Caruso, Angelo Diario e il consigliere comunale uscente Daniele Frongia) hanno rinunciato anche se ovviamente correranno per il consiglio comunale.

Saranno dunque in sei a sfidarsi per la candidatura a sindaco. Tre dei ”finalisti” sono consiglieri comunali uscenti: Marcello De Vito, avvocato e già candidato a sindaco nel 2013; Virginia Raggi, avvocata anch'ella (indicata come grande favorita); Enrico Stefano, stagista dell'Agenzia spaziale, laureato in Legge, con un master in Istituzione e politiche spaziali. E gli altri tre candidati a sindaco chi sono? Paolo Ferrara, 45 anni, impiegato della Guardia di finanza, viene indicato come un outsider importante, perché viene da Ostia ed è sostenuto dal movimento di quell'area, da tutti giudicato molto forte e compatto.

Non a caso, nel suo video di presentazione, insiste molto sull'onestà e sulla necessità di contrastare Mafia Capitale. Contro il degrado di Roma, invece, dice di battersi Annalisa Bernabei, la più giovane visto che ha solo 27 anni, studentessa all'ultimo anno di Ingegneria («mi sono candidata perché non sopporto più di vedere in che condizioni si trova Roma oggi»). Da Roma Nord, viene infine Teresa Zotta, professoressa in pensione, già candidata a presidente del XV Municipio dove ha ricoperto anche il ruolo di portavoce.

Un altro dato che colpisce è stata la scarsa partecipazione al voto alle primarie on line: 3.272 iscritti certificati hanno espresso una preferenza, su oltre 9.000 aventi diritto. Dunque, appena il 30 per cento. Il numero di preferenze dei primi dieci non è stato reso noto, ma dal dato dell'undicesimo - Angelo Sturni, 171 voti e del quarantanovesimo, ultimo posto utile per la candidatura, 77 voti - emerge che davvero bastavano poche decine di sostenitori per assicurarsi quanto meno di comparire nella lista delle comunali.

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