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Palazzo Raggi, spunta il tariffario delle tangenti: regali fino a 30 mila euro per dipendenti del Campidoglio

Palazzo Raggi, spunta il tariffario delle tangenti: regali fino a 30 mila euro per dipendenti del Campidoglio
di Michela Allegri e Valentina Errante
3 Minuti di Lettura
Martedì 23 Febbraio 2016, 09:03 - Ultimo aggiornamento: 24 Febbraio, 09:07


Due anni di tangenti con un tariffario che va dai 2mila ai trentamila euro. Il libro mastro, trovato dai militari del nucleo Anticorruzione della Guardia di finanza in una delle società del gruppo Bonifaci durante la perquisizione di giovedì scorso, è zeppo di sigle e nomi appuntati accanto alle cifre. Elementi sui quali il pm Erminio Amelio e gli investigatori che lavorano sul presunto giro di tangenti al dipartimento Urbanistica del Comune di Roma, guidato da Antonello Fatello, adesso vogliono fare luce. Ieri, in procura, è stato sentito a lungo il responsabile dell'ufficio nel quale è stato trovata l'agenda. Davanti al pm ha negato ogni circostanza, ma su alcune voci, la procura avrebbe già riscontri.
Le indagini procedono su diversi fronti da un lato il filone sul gruppo Bonifaci, con il business di Palazzo Raggi e il megastore sulla Flaminia, dall'altro l'inchiesta sulle Torri dell'Eur che vede indagato, oltre Fatello, anche l'ex assessore della giunta Marino Giovanni Caudo. Ma le intercettazioni, partite da un'indagine sulla corruzione nel XIV municipio, hanno aperto anche altri filoni sui quali sono in corso le verifiche.
 

LE BUSTARELLE
Sono soldi destinati a funzionari e dipendenti pubblici quelli segnati nell'agenda sequestrata dai militari giovedì scorso. Anni 2013-2015, in piena giunta Marino. Una conferma all'ipotesi - ancora in corso di verifica - secondo la quale il gruppo Bonifaci avrebbe pagato tangenti per ottenere vantaggi e varianti sui progetti. Da Palazzo Raggi al business sulla Flaminia, dove la sede del XX municipio che il costruttore avrebbe dovuto realizzare non è mai stata consegnata. In compenso proprio Bonifaci continua a incassare 800mila euro l'anno dal Campidoglio per l'affitto dell'immobile. Ieri, per oltre quattro ore, è stato sentito il responsabile della società nella quale è stato trovato il documento. Accompagnato da un manager del gruppo, che ha atteso fuori la porta, il testimone ha negato le circostanze fornendo al pm una versione che non ha affatto convinto. Tanto più che il documento, almeno parzialmente, risulta una conferma delle ipotesi investigative. Secondo la procura, Domenico Bonifaci, indagato insieme ad Antonello Fatello e altre cinque persone per corruzione, avrebbe elargito favori e beni (un appartamento per Fatello) per ottenere il via libera alla realizzazione di un megastore e cento mini appartamenti nel Settecentesco Palazzo Raggi e, soprattutto, per assicurarsi di integrare un accordo di programma del 2006, relativo a un grosso progetto di edilizia privata sulla Flaminia e sull'Ostiense, con la realizzazione di altro centro commerciale spacciato per il recupero della stazione di Grotta Rossa.

I FAVORI
L'altro fascicolo del pm Amelio riguarda invece il business delle tre Torri dell'Eur. I militari del nucleo anticorruzione della Guardia di finanza lavorano sull'accordo, relativo agli oneri di concessione, chiuso tra la società Alfiere spa e il Campidoglio. Un contratto che avrebbe garantito alla società di risparmiare tra i 40 e i 60 milioni di euro pagando oneri di concessione come se si trattasse di una riqualificazione urbana e non di una ristrutturazione privata. Il contributo di valorizzazione che la società avrebbe versato al Comune sarebbe di circa 24 milioni. Ma se si considera che un Protocollo d'intesa stipulato il 28 novembre del 2002 tra il ministero delle Finanze e il Comune di Roma lo calcolava tra i 60 e gli 80 milioni, “il favore” risulta non da poco.
 

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