Bimbo morto a Maccarese, spunta un video inviato in chat e poi cancellato

Giovedì 20 Ottobre 2016 di Mirko Polisano e Raffaella Troili
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Le scarpe che spuntano dall'acqua giallastra e melmosa, il corpo di Alessandro Elisei che affiora appena: ci sarebbe un video, che è girato nelle chat, l'hanno visto mamme e ragazzini, l'orario è inquietante. Sono le 15,30, il corpo dell'undicenne di Maccarese trovato senza vita in un canale di via Campo Salino, è già immobile, sarà avvistato e recuperato un quarto d'ora dopo, le ricerche erano iniziate già dopo le 14. Quel video esisteva, è stato commentato, ha suscitato choc. E' sparito. Gli inquirenti lo stanno cercando, se davvero è stato girato pochi minuti prima del ritrovamento, a riprendere non può che esser stato uno dei tre minorenni che erano con lui e sui quali si sono ristrette le indagini. Dopo l'interrogatorio in presenza dei genitori e le numerose contraddizioni, in queste ore sono stati riascoltati. Alessandro non era solo quando è arrivato nei pressi del canale dall'altra parte della strada. Con lui altri tre amichetti del comprensorio dove vivono i nonni.
RICOSTRUZIONI DIFFICILI
Gli investigatori sarebbero a una svolta. Le posizioni si stanno delineando nei lunghi e segreti colloqui con gli psicologi della Squadra Mobile di Roma e la polizia di Fiumicino. Non c'è più traccia però, di quel video che mostra Alessandro già nel canale, da solo. Una spinta, un gioco finito male. Poi forse la fuga, spaventati. Ma perché non chiamare i soccorsi? La paura, lo choc ha reso finora difficile strappare un ricostruzione, senza contraddizioni. Nonostante l'appello della mamma e il racconto dei vicini: «Da solo non si era mai allontanato. La nonna lo controllava sempre». Recuperare quel filmato, stabilire se davvero è stato girato pochi minuti prima che l'undicenne venisse recuperato dal canalone da un poliziotto fuori servizio, potrebbe essere uno di quegli «elementi chiave» raccolti dagli inquirenti, dopo aver ascoltato amichetti e genitori. L'indiscrezione trapelata dalle indagini non fa altro che confermare le due ipotesi su cui si sta concentrando la polizia di Fiumicino: quella che Alessandro non fosse solo sull'argine del canale e che insieme a lui ci fossero proprio gli amichetti con cui era sceso a giocare. Su tre dei cinque si starebbero concentrando le indagini. La nonna in commissariato ha ripetuto che il nipote era con gli amici nel cortile dietro casa. Ha confermato che l'ultima volta lo ha visto lì. «In nemmeno 10 minuti è sparito», ha raccontato in lacrime alla polizia di Fiumicino.

L'ACCESSO SECONDARIO
La sua versione fissa un punto fermo nell'inchiesta. La pista del gioco finito in tragedia. Sarà l'autopsia oggi a chiarire gli altri tasselli a partire dalle cause della morte e se il bambino è caduto in acqua o è stato spinto. Secondo una delle ultime ricostruzioni della polizia scientifica, che è andata lungo la sponda del fossato alla ricerca di fibre di vestiti e per isolare alcune impronte, i bambini si sarebbero allontanati dall'accesso secondario del comprensorio. Accanto all'asilo c'è un cancello sempre aperto nascosto dalla vegetazione, a quell'ora non c'erano nemmeno gli operai che ristrutturano la scuola. Ecco perché nessuno sembra aver visto nulla. L'uscita è a meno di 10 metri dal punto dove è stato recuperato il corpo. Nel buco di quasi 2 ore che va dalle 14.22, quando è arrivata la chiamata in polizia ed erano già in corso le ricerche dei residenti, fino alle 15.45 quando l'agente libero dal servizio si è gettato in acqua per tentare il salvataggio ci sarebbe un altro orario definito ora: quello delle 15.30, l'ora in cui probabilmente è stato girato il video.

FILMATO RIMOSSO
Ma da chi e perché? Secondo quanto trapelato dalle testimonianze, il filmato è stato trasmesso in alcune chat per poi essere rimosso. Ma qual era l'intento? Una richiesta di soccorso oppure uno scherzo con conseguenze drammatiche? Dopo averlo ripreso è possibile che qualcuno sia fuggito, lasciando Alessandro solo nel fango a pelo d'acqua. «In casi di annegamento fanno sapere fonti di polizia - la vittima non riesce nemmeno a parlare». Ale, il bimbo dagli occhi blu non ha nemmeno avuto il tempo di gridare aiuto.

 

Ultimo aggiornamento: 21 Ottobre, 07:45 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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