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Roma, travolse e uccise Alice Galli a Porta Metronia: tassista «non colpevole»

Roma, travolse e uccise Alice Galli a Porta Metronia: tassista «non colpevole»
di Adelaide Pierucci
3 Minuti di Lettura
Venerdì 7 Settembre 2018, 08:58

Il taxi potrà tornare a viaggiare, è stato dissequestrato. E l'indagine per omicidio stradale archiviata. Per i magistrati di piazzale Clodio il conducente dell'auto bianca che nel maggio 2017 ha travolto a Porta Metronia la 16enne Alice Galli non ha alcuna responsabilità per la morte della ragazza. L'attraversamento di Alice, col rosso sulle strisce pedonali, è stato considerato «imprevedibile».

«E anche inaspettato», ha scritto il gip Livio Sabatini, accogliendo le richieste del pm Francesco Minisci, nell'ordinanza che ha archiviato l'indagine. «Visto - ha aggiunto - che il veicolo condotto dal tassista stava sopraggiungendo a una distanza di 6 e 7 metri ossia a 0,70 secondi dall'impatto»; «viaggiando a 35 chilometri orari, così come ricostruito dal consulente della procura». Che il caso sia chiuso però non è altrettanto certo. Il papà di Alice, Stefano Galli, commerciante del quartiere, intende procedere. Minaccia di essere pronto a incatenarsi in futuro a Palazzo di giustizia finché non venga accertata la verità. «Non si uccide alla velocità di 35 chilometri orari - ha premesso - chiederemo la riapertura delle indagini. Il nostro consulente, tra i massimi esperti, aveva stimato una velocità di 72 chilometri orari. Ci aspettavamo che viste le divergenze il gip disponesse una perizia e non che chiudesse il caso. E' morta una ragazzina, mia figlia. Non siamo forcaioli - ha aggiunto Galli - Non c'è astio contro il tassista, siamo certi che sia stato un errore umano. Ma ci sentiamo offesi dalla giustizia, non avrò mai pace. Non accetteremo mai che resti un caso di omicidio stradale senza responsabili. Che si scarichi la colpa solo su una stupidaggine di mia figlia».

«INCROCIO PERICOLOSO»
«Quello è uno degli incroci più pericolosi di Roma. La velocità doveva essere moderata. E vista la tragedia, e i dubbi, accertata. Con nuove verifiche sui video dell'incidente». Per i legali della famiglia, Marco De Fazi e Luca Montanari, non sarebbero stati ascoltati dei testimoni e appunto andrebbe rivista anche la perizia sulla velocità dell'Opel Zafira Taxi, che secondo altri calcoli sarebbe schizzata ai 70 chilometri orari. «Presenteremo istanza per la riapertura delle indagini sulla base di nuovi elementi di prova».

Le speranze per Alice si erano spente 36 ore dopo l'investimento, quando è stata dichiarata clinicamente morta ed i genitori hanno chiesto di donare gli organi. Si era capito subito che la sua vita era appesa a un filo. L'aveva intuito pure il tassista, che dopo l'investimento si è fermato per soccorrerla. «Ho provato istintivamente a sterzare, ma non sono riuscito a evitare l'impatto», disse. Un testimone ascoltato dagli agenti di Roma Capitale aveva raccontato altro: «Ho visto la ragazza fermarsi a metà carreggiata e poi all'improvviso volare». «Il taxi - ha aggiunto il papà di Alice - ha fatto sbalzare mia figlia a 10 metri e poi ha arrestato la marcia a oltre 30 metri. A 35 chilometri orari?». Resta il giallo sui 3 passeggeri del taxi spariti subito dopo. Non sono mai stati identificati.

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