Si nuota in una mare di disperazione collettiva alzando lo sguardo da largo Mastroianni fino a posarlo su quella che sembra una terrazza. Sul lato di via Pinciana, si salgono scalette sudice e sembra quasi di dover chiedere «permesso» visto che si entra nella casa-favela di qualcuno. Materassi, immondizia, c'è un abisso alle spalle di Gioia, una ragazza che in pausa pranzo si sdraia sul prato in cerca di serenità. Dietro di lei, invece, una distesa di degrado, un accampamento. E siamo nel cuore di Villa Borghese. Leggono Hugo, Patrick e Rosy, turisti di Dublino, che vorrebbero immergersi in un tour letterario. Ma è difficile, su viale del Museo Borghese, concentrarsi seduti su una panchina rotta, mentre sfrecciano risciò. «Vanno veloci sulla discesa, soprattutto i giovanissimi, non riescono a frenare e distruggono i muretti» borbotta, Federico, 77 anni. Ed eccola la prima rete arancione a circondare una sorta di panchina di pietra abbattuta. All'angolo con viale dei Cavalli Marini, un altro rudere, o almeno sembra esserlo. Sotto decine di adesivi si intravvede quella che un tempo era una colonnina per lanciare l'Sos. Impressiona, poi, il numero di alberi tagliati, ma ancor di più quelli marchiati con una "X" rossa che preannuncia l'abbattimento.
Qualche turista crede siano segnali per una divertente una caccia al tesoro, invece sono il triste punto di arrivo di anni di malagestione del verde.
«La Procura ha posto sotto sequestro le aree dove sono caduti due rami di olmi per attribuirne la responsabilità. Di chi è la colpa? Del vento? Del Comune? - spiega Alix Van Buren, presidente dell'Associazione Amici di villa Borghese - Per risalire ai responsabili, allora, va considerato che almeno dal 2000 villa Borghese, a differenza dei giardini storici in Europa, non ha una squadra di giardinieri dedicati, avendoli esautorati: altrove a ognuno è assegnato un riquadro, conosce ogni pianta e la salute. Invece la cura della villa è appaltata a servizi esterni. Basta osservare l'olmo che ha perso un ramo in viale Canonica: la chioma è squilibrata, perciò dovremmo dire che la colpa è di chi lo ha potato nel tempo». «Abbiamo avuto importanti migliorie - aggiunge - grazie a Sport e Salute che ha fatto un ottimo lavoro su piazza di Siena, restaurandola totalmente, riportando il prato fino al primo anello di siepi come era originariamente. Fondamentale anche l'intervento nella Valle dei Platani».
laura.bogliolo@ilmessaggero.it
Profilo Abbonamenti Interessi e notifiche Newsletter Utilità Contattaci
Logout