M5S, scoppia il caso espulsi dalle Comunarie di Roma: pronte le cause

Martedì 1 Marzo 2016
Gianroberto Casaleggio

Un gruppo di iscritti M5S di Roma sospesi o espulsi prima delle Comunarie online per scegliere i candidati alle amministrative sta valutando azioni legali nei confronti del Movimento, accusato di aver compiuto «un'epurazione». Lo ha annunciato l'avvocato Paolo Palleschi, attivista dal 2012 nel II Municipio di Roma, espulso il 1 febbraio, come ha riferito. «I capibastone romani hanno fatto liste di proscrizione per eliminare chi rappresentava un problema per l'establishment», sostiene Palleschi.

«Sono polemiche strumentali. Il M5s non è tram su cui si sale per poi saltare su un altro partito. Se vogliono fare ricorsi li facciano», replica intanto la candidata sindaco di Roma del Movimento 5 Stelle Virginia Raggi ospite questa sera di Porta a Porta.

Palleschi sostiene di essere stato escluso «perché da cattolico ero inviso alla fazione Lgbt, fortissima in M5S». Tra i casi citati da Palleschi anche quello del professore Antonio Caracciolo, sospeso poco prima delle Comunarie perché accusato di negazionismo dell'Olocausto. «Sono stato espulso il primo febbraio - racconta Palleschi -, cioè prima del termine di 10 giorni che mi era stato dato per rispondere alle contestazioni della sospensione del 22 gennaio».

Palleschi ha segnalato «sospensioni ed espulsioni del tutto arbitrarie da parte dello 'Staff' del Movimento, un'entità fantomatica senza nomi e cognomi dietro», che avrebbe coinvolto diversi attivisti in II Municipio e in altri. «Un processo kafkiano, in cui non si sa chi ti ha segnalato per l'espulsione nè i motivi precisi - ha affermato -, in cui non c'è reale chance di difendersi». «Con me hanno espulso l'architetto Michele Modica e il commercialista Salvatore Adamo - ha affermato Palleschi, avvocato penalista -, tutti con possibilità di essere eletti alle Comunarie e poi alle amministrative molto superiori a quelle dei candidati rimasti, una casalinga e una disoccupata, brave persone ma senza alcun seguito». Uno staff legale ad hoc, coordinato dall'avvocato Lorenzo Borrè, si occuperà delle cause, ha annunciato Palleschi.

Uno degli espulsi, Antonio Caracciolo, ha diffuso la mail ricevuta dal Movimento: «Gentile Antonio Caracciolo, Le scriviamo in nome e per conto di Beppe Grillo con riguardo ad alcune segnalazioni che ci sono pervenute». Caracciolo ha ricevuto la mail il 16 febbraio. Il M5S lo ha fatto fuori perché accusato di negazionismo dell'Olocausto. «Con la presente ci vediamo costretti a comunicarLe la sua esclusione dalla lista dei candidati del M5S per le elezioni amministrative Roma 2016 - recita la mail pubblicata da Caracciolo sul proprio blog -. A seguito di segnalazioni pervenute dopo la pubblicazione dei video di presentazione è risultato che Lei ha di recente pubblicato interventi su alcuni blog che palesano condotte contrastanti con i principi fondamentali del M5S e che pertanto la rendono incompatibile con un potenziale ruolo di portavoce e di appartenente al MoVimento 5 Stelle. Per questo motivo viene sospeso con effetto immediato dal MoVimento 5 Stelle. Se pensa che questa decisione sia basata su informazioni non corrette può inviare le Sue controdeduzioni entro 10 giorni a questa email. Lo staff di Beppe Grillo».

Secondo Caracciolo le sue controdeduzioni non hanno avuto risposta e il 29 febbraio gli è arrivata una mail che riproponeva i motivi della prima e aggiungeva: «Non avendo ricevuto sue controdeduzioni in merito atte a rivalutare la sua posizione, si conclude il procedimento avviato con la predetta email del 16 febbraio disponendo la sua espulsione dal MoVimento 5 Stelle. Se pensa che questa decisione sia basata su informazioni non corrette può proporre il suo ricorso entro 10 giorni da questa email al Comitato d'Appello seguendo la procedura indicata qui (segue indirizzo http, ndr)».

 

Ultimo aggiornamento: 20:48 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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