Rieti, viale Maraini: il comitato contrario al sottopasso incontra i cittadini

Viale Maraini (Archivio)
di G.Cav.
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Martedì 16 Novembre 2021, 00:10

RIETI - Un nuovo incontro pubblico – dopo quello infuocato del 30 ottobre 2019 in aula consiliare, entrato di diritto negli annali della storia cittadina – per discutere di sottopassi, piano urbano del traffico e soluzioni alternative. 
E’ l’appuntamento aperto a tutti che il gruppo “Salviamo viale Maraini” ha organizzato per sabato 20, a partire dalle 10.30, alla Sala dei Cordari, per fare anche il punto sulla raccolta firme contro i sottopassi di viale Maraini, via Molino della Salce e via Angelo Maria Ricci, che in un mese ha già raccolto 650 sottoscrizioni. Tra i relatori dell’incontro, la docente e storica Ileana Tozzi, il segretario della Uil Alberto Paolucci, il presidente di Ascom Confcommercio Nando Tosti, la direttrice di Cna Rieti, Enza Bufacchi, il responsabile della Onlus “Pro territorio e cittadini” Nazzareno Di Vittorio, l’ex assessore alla Viabilità Carlo Ubertini, l’ingegnere Luciano Pitoni, fra i promotori del gruppo “Salviamo viale Maraini” e anche l’ex sindaco Augusto Giovannelli, negli ultimi tempi sempre più vicino al dibattito sui progetti di Rfi.

Le ragioni 
«Durante la raccolta firme abbiamo constatato come i nostri concittadini fossero del tutto all’oscuro circa la natura delle opere che Rfi ha proposto al Comune per l’eliminazione dei passaggi a livello – spiega il gruppo - Per quanto si possa essere ancora nel campo delle ipotesi e delle proposte, la direzione indicata dalle carte è quella che porta alla progettazione di interventi inequivocabili, con dieci lavori in totale, fra cui la realizzazione di tre sottopassi, a prescindere dalla decisione dell’amministrazione di realizzarli o meno. L’essere non vincolanti è nella natura stessa dei progetti: il problema è, semmai, perché spendere denaro pubblico in un iter progettuale volto alla realizzazione di opere sostitutive ai passaggi a livello che giudichiamo lesivi non solo per l’estetica architettonica e l’economia locale, ma nemmeno risolutivi ai fini di una migliore mobilità: lasceremo però che sia la cittadinanza, nel suo insieme, a giudicare. Dunque, consapevoli della palese carenza di informazioni tra la popolazione su un tema così delicato e cruciale per il futuro di Rieti – conclude il gruppo - abbiamo deciso di organizzare un convegno-dibattito aperto a tutti con relatori d’eccezione tra storici, urbanisti, tecnici, oltre a portavoce delle associazioni che ci sostengono, in modo che nessuno, un domani, possa dire: io non c’ero, non ne sapevo nulla e perciò qualcun altro ha deciso per me». 

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