Rieti, coronavirus, lo spettacolo
dedicato a Peppino Impastato
dal Teatro delle Condizione Avverse

Rieti, coronavirus, lo spettacolo dedicato a Peppino Impastato dal Teatro delle Condizione Avverse
di Samuele Annibaldi
3 Minuti di Lettura
Lunedì 11 Maggio 2020, 09:17

RIETI - La Compagnia Sabina del Teatro delle Condizioni Avverse, in occasione della ricorrenza (era il 9 maggio 1978), del ritrovamento del corpo di Peppino Impastato, ucciso dalla mafia, ha voluto regalare una “perla” e condividere il proprio spettacolo dedicato al personaggio che fu Peppino Impastato, dando la possibilità a chiunque di vederlo tramite Youtube dato che in questo momento di emergenza sanitaria è la sola cosa che si può fare riguardo gli spettacoli.

L'iniziativa
Per ricordare quel  9 maggio 1978 il Teatro delle Condizioni Avverse aveva realizzato lo spettacolo che oggi ripropone su Youtube “Malacarne - Peppino Impastato. Amore noi ne avremo” con Consuelo Cagnati e Andrea Maurizi, regia di Consuelo Cagnati, luci e audio Valentina Piazza, riprese Giulio Bottini, montaggio Antonella Bovino.

«La storia che abbiamo voluto raccontare - spiegano i ragazzi del Teatro delle Condizioni Avverse - è successa ormai più di trent’anni fa, ma è oggi più attuale che mai, perché la mafia c’è sempre: è mimetizzata all’interno dei partiti politici, è nelle grandi società di affari, al sud e al nord, valica i confini regionali, nazionali e internazionali. La mafia la troviamo ovunque, in ogni ambiente e in ogni strato sociale, come fatto culturale che vive nella mente delle persone, come modalità di pensiero. Malacarne è uno spettacolo che non vuole indignare, ma che vuole fare del ricordo uno stimolo ad una lotta quotidiana che sia coerente in ognuno di noi».

Il link per vedere lo spettacolo è il seguente: https://www.youtube.com/watch?v=yOzepy6HjK8&t=25s



La storia

Il 9 maggio 1978, Peppino Impastato moriva per mano mafiosa sulla linea ferroviaria Trapani Palermo, presso Cinisi, il suo paese natale. Peppino, si era ribellato alla sua famiglia e al potere mafioso di Gaetano Badalamenti, il boss che teneva sotto scacco quel lembo di terra tra Montagna Longa e Punta Raisi. L’azione di Peppino avveniva attraverso i microfoni di Radio Aut, l’emittente di controinformazione da lui stesso fondata e gestita insieme a un gruppo di ragazzi accomunati dal suo stesso desiderio di legalità.

Giorgio Di Vita, che conobbe Peppino e condivise con lui e con gli altri compagni l’esperienza della radio nell’estate del ’77, ha raccontato quei fatti, ma anche il clima politico e sociale di quell’ultimo scorcio degli anni Settanta, in un libro di memorie edito nel 2010 da Navarra Editore. Oggi quel libro diventa uno spettacolo teatrale. Uno spettacolo che è anche un’occasione in più per parlare di antimafia, della questione dell'ambiente e della legalità.


 Lo spettacolo

"Lo spettacolo “Malacarne” - dicono gli organizzatori-vuole raccontare la storia di Peppino Impastato, non solo attraverso le voci di Radio Aut, ma anche attraverso le testimonianze recenti dei suoi compagni.
Parte infatti dalla testimonianza di Laura (Consuelo Cagnati) che, dopo aver visto la nascita di Radio Aut e dopo essere emigrata al nord, decide di tornare a Cinisi dopo trent' anni, per vedere cosa è rimasto della sua esperienza. Dal suo vagare notturno per le strade autunnali e deserte di Cinisi affiorano i ricordi.. I flashback ci riporteranno in quegli anni, e ci faranno rivivere l'entusiasmo, l'urgenza, la necessità e soprattutto l'originalità di una lotta alla mafia portata avanti con mezzi mai usati prima: il teatro, la satira, la controinformazione nata dal basso.
Onda pazza verrà ritrasmessa attraverso i documenti audio originali che sono arrivati fino a noi, miscelati, nell'azione scenica, ad un Peppino Impastato (Andrea Maurizi) che dovrà essere capace di emergere da quelle parole in tutta la sua umanità e con tutte le sue dolorose contraddizioni. Un Peppino Impastato a volte trascinatore, a volte disperato, ma sempre coerente, sempre trafitto da una costante urgenza di dover cambiare le cose, sempre trascinato da un totale bisogno di libertà.
A contrasto con l'azione dei ragazzi di Radio Aut ecco emergere da dietro le persiane chiuse, con una naturale e quasi inconsapevole violenza, le voci di un paese che, incapace di ribellarsi e spaventato da tanta libertà, giudica attraverso i suoi proverbi quel disperato e naturale bisogno di coerenza e di verità che segnava l'agire di Peppino e dei suoi compagni".



 

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