Dai campi di calcio al sacerdozio, la storia del nuovo prete della Chiesa reatina

Dai campi di calcio al sacerdozio, la storia del nuovo prete della Chiesa reatina
di Sabrina Vecchi
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Domenica 25 Aprile 2021, 00:10

RIETI - Fischio finale? «Fischio d'inizio, semmai»! Risponde così Pietro Zych, monaco benedettino e arbitro di calcio, da ieri anche e soprattutto sacerdote. Nella Cattedrale di Rieti non si celebrava una solenne ordinazione presbiterale dall'ottobre 2014, quella di don Pietro è dunque la prima dell'episcopato di monsignor Domenico Pompili. L'imposizione delle mani prima da parte del vescovo e poi dal presbiterio reatino è arrivata nel pomeriggio di sabato, in un Duomo gremito e vestito a festa pur nel rispetto delle vigenti prescrizioni antiCovid.

«Dopo un periodo di siccità, la Chiesa reatina ha finalmente un nuovo pastore - ha detto il vescovo Pompili - e a breve ne arriverà anche un altro». L'augurio rivolto al nuovo prete è quello di «allargare lo sguardo verso i bambini, gli anziani, gli emarginati e i fragili, le famiglie o i single, verso chiunque: perché lo sguardo di un sacerdote deve essere talmente vasto da raggiungere proprio tutti». Di origine polacca, poco più che trentenne, don Pietro fa parte della Comunità Monastica della Trasfigurazione del Monte Terminillo guidata da padre Mariano Pappalardo. Arrivati dal suo Paese d'origine la famiglia, i compagni di studi e gli amici più stretti, per stringersi insieme al neo sacerdote nel momento di festa.

Momenti di commozione durante la liturgia da parte della sorella e dei genitori Magdalena e Marek: «Non avremmo mai pensato che avrebbe intrapreso questo percorso, tuttavia, è sempre stato un bambino diverso dagli altri, ha sempre avuto una grande capacità di ascoltare gli altri. Siamo molto felici di questa scelta, vediamo nostro figlio realizzato e felice». Don Pietro non ha mai nascosto il suo grande amore per l’Italia e per il nostro territorio, dove è ormai perfettamente integrato: «Il suo amore per l'Italia e per il vostro popolo provengono dalla famiglia», dice la madre. «Siamo innamorati del vostro Paese, del vostro patrimonio culturale e del vostro modo di fare: in Italia nostro figlio ha imparato una pronta disponibilità da vivere in ogni situazione senza lamentarsi o preoccuparsi troppo».

Rimandata per via della situazione pandemica la grande festa per l’ordinazione da fare insieme agli amici sportivi e i compagni di studi, ci si limiterà ad una cena ristretta con i familiari. Ma per ora c’è solo una grande gioia da godersi anche con tutta la comunità terminillese: stamattina alle 11,30 il neo sacerdote celebrerà la sua prima Messa al Templum Pacis di San Francesco a Pian de’ Valli.
 

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