Migranti, il Papa ringrazia ong e soccorritori: «Solidarietà unica via»

Venerdì 6 Luglio 2018 di Franca Giansoldati
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Città del Vaticano – Ci sono decine di migranti davanti a lui, nella basilica di San Pietro. Ci sono anche i soccorritori delle ong che hanno lavorato tanto in mare. Ci sono i comandanti delle navi della Guardia costiera italiana impegnate nelle operazioni di soccorso, responsabili e operatori della Proactiva Open Arms, di Save the children e di Medici senza frontiere. Papa Francesco celebra la messa per i migranti che non ce l'hanno fatta, annegando in mare o cadendo nel deserto. Alza la voce, ripetendo il passo biblico del profeta Amos: «Voi che calpestate il povero e sterminate gli umili. Ecco, verranno giorni in cui manderò la fame nel paese. Quanti poveri oggi sono calpestati! Quanti piccoli vengono sterminati! Sono tutti vittime di quella cultura dello scarto che più volte è stata denunciata. E tra questi non posso non annoverare i migranti e i rifugiati, che continuano a bussare alle porte delle Nazioni che godono di maggiore benessere».

Sono passati cinque anni dalla visita di Bergoglio a Lampedusa. Poco sembra essere cambiato da allora. Nell'omelia parla dell’ipocrisia sterile di chi non vuole «sporcarsi le mani, di chi si «chiude nei confronti di quanti hanno diritto, come noi, alla sicurezza e a una condizione di vita dignitosa, e che costruisce muri, reali o immaginari, invece di ponti».

Non parla di politica ma indirettamente entra nel terreno delle decisioni prese da molti paesi europei, tra cui l'Italia. «Di fronte alle sfide migratorie di oggi, l’unica risposta sensata è quella della solidarietà e della misericordia; una riposta che non fa troppi calcoli, ma esige un’equa divisione delle responsabilità, un’onesta e sincera valutazione delle alternative e una gestione oculata. Politica giusta è quella che si pone al servizio della persona, di tutte le persone interessate; che prevede soluzioni adatte a garantire la sicurezza, il rispetto dei diritti e della dignità di tutti; che sa guardare al bene del proprio Paese tenendo conto di quello degli altri Paesi, in un mondo sempre più interconnesso. E’ a questo mondo che guardano i giovani».

Il Vaticano segue con attenzione, dice il Papa in basilica, il lavoro della comunità internazionale per rispondere alle sfide poste dalle migrazioni contemporanee, armonizzando sapientemente solidarietà e sussidiarietà e identificando risorse e responsabilità.

Nessun riferimento al caso della nave Acquarius che lo aveva molto angustiato. Tuttavia, durante l'omelia, Il Papa ad un tratto smette di parlare in italiano e per inserire una riflessione e un saluto in spagnolo, ai fedeli arrivati dalla Spagna. «Volevo festeggiare il quinto anniversario della mia visita a Lampedusa con voi, che rappresentate i soccorritori e coloro che sono stati salvati nel Mar Mediterraneo. Al primo voglio esprimere la mia gratitudine per aver incarnato la parabola del Buon Samaritano, che si è fermato per salvare la vita del povero picchiato dai banditi, senza chiedergli cosa fosse, la sua origine, i suoi motivi di viaggio e i suoi documenti».  Ultimo aggiornamento: 7 Luglio, 11:15 © RIPRODUZIONE RISERVATA