MIGRANTI

Strage Lampedusa, il Papa: è una vergogna. E su Twitter: preghiamo Dio

Giovedì 3 Ottobre 2013
ęPreghiamo Dio per le vittime del tragico naufragio a largo di LampedusaĽ. E' quanto ha scritto papa Francesco su Twitter, poco dopo la diffusione delle drammatiche notizie provenienti dall'isola in cui √® naufragato l'ennesimo barcone di migranti con decine di morti. ¬ęViene la parola vergogna: √® una vergogna!¬Ľ, ha poi esclamato a braccio Francesco al termine del discorso all'incontro celebrativo dei 50 anni dell'enciclica Pacem in terris promosso dal Pontificio Consiglio Giustizia e Pace.







¬ęParlando di pace, parlando della inumana crisi economica mondiale, che √® un sintomo grande della mancanza di rispetto per l'uomo, non posso non ricordare con grande dolore le numerose vittime dell'ennesimo tragico naufragio avvenuto oggi al largo di Lampedusa¬Ľ, ha detto ancora il Papa.



¬ęPreghiamo insieme Dio per chi ha perso la vita - ha detto ancora il papa Bergoglio - uomini, donne, bambini, per i familiari e per tutti i profughi. Uniamo i nostri sforzi perch√© non si ripetano simili tragedie. Solo una decisa collaborazione di tutti pu√≤ aiutare a prevenirle¬Ľ.



¬ęLa crisi economica mondiale √® un sintomo grave della mancanza di rispetto per l'uomo e per la verit√†, con cui sono state prese decisioni da parte dei governi e di cittadini¬Ľ, ha poi osservato papa Francesco, esortando a un ¬ęripensamento del nostro modello di sviluppo e di azione, a tutti i livelli¬Ľ e a ¬ęlavorare sempre con impegno e con creativit√† per il bene comune¬Ľ.




¬ęL'Enciclica del Beato Giovanni XXIII ci ricorda chiaramente che non ci pu√≤ essere vera pace e armonia se non lavoriamo per una societ√† pi√Ļ giusta e solidale, se non superiamo egoismi, individualismi, interessi di gruppo e questo a tutti i livelli¬Ľ, ha detto Francesco.



¬ę√ą compito di tutti gli uomini costruire la pace, sull'esempio di Ges√Ļ Cristo, attraverso queste due strade: promuovere e praticare la giustizia, con

verit√† e amore; contribuire, ognuno secondo le sue possibilit√†, allo sviluppo umano integrale, secondo la logica della solidariet√†¬Ľ, ha affermato poi il Papa sulla base dell'enciclica di papa Giovanni. ¬ęGuardando alla nostra realt√† attuale - ha quindi aggiunto - mi chiedo se abbiamo compreso questa lezione della Pacem in terris. Mi chiedo se le parole giustizia e solidariet√† sono solo nel nostro dizionario o tutti operiamo perch√© divengano realt√†¬Ľ.



Bergoglio ha anche ricordato che ¬ęnon sono solamente i principali diritti civili e politici che devono essere garantiti, afferma il beato Giovanni XXIII, ma si deve anche offrire ad ognuno la possibilit√† di accedere effettivamente ai mezzi essenziali di sussistenza, il cibo, l'acqua, la casa, le cure sanitarie, l'istruzione e la possibilit√† di formare e sostenere una famiglia¬Ľ. Secondo il Pontefice, ¬ęquesti sono gli obiettivi che hanno una priorit√† inderogabile nell'azione nazionale e internazionale e ne misurano la bont√†¬Ľ.



Non bisogna trasformare la memoria della salvezza in un semplice ricordo, in ¬ęun evento abituale¬Ľ. Mentre la messa, ha detto stamane papa Francesco nella sua messa a Santa Marta, non √® un ¬ęevento sociale¬Ľ ma presenza del Signore in mezzo a noi. Alla liturgia hanno partecipato anche i porporati del ¬ęConsiglio di cardinali¬Ľ riunito in questi giorni in Vaticano con il Pontefice.



¬ęNei momenti della nostra vita, tutti abbiamo la memoria della salvezza, tutti. Ma mi domando: questa memoria √® vicina a noi, o √® una memoria un po' lontana, un po' diffusa, un po' arcaica, un po' di museo¬Ľ, un ¬ęsemplice ricordo¬Ľ, ha detto il Papa nell'omelia, di cui riferisce la Radio Vaticana.



¬ęLa memoria addomesticata, che si allontana e diventa un semplice ricordo - ha proseguito -, non riscalda il cuore, non ci d√† gioia e non ci d√† forza. Questo incontro con la memoria √® un evento di salvezza, √® un incontro con l'amore di Dio che ha fatto storia con noi e ci ha salvati; √® un incontro di salvezza. Ed √® tanto bello essere salvati, che bisogna fare festa¬Ľ.



¬ęQuando Dio viene e si avvicina - ha affermato - sempre c'√® festa¬Ľ. E ¬ętante volte - ha constatato - noi

cristiani abbiamo paura della festa: questa festa semplice e fraterna che è un dono della vicinanza del

Signore¬Ľ. La vita, ha soggiunto, ¬ęci porta ad allontanare questa vicinanza, soltanto a mantenere il ricordo della salvezza, non la memoria che √® viva¬Ľ.



La Chiesa, ha sottolineato, ha la ¬ęsua memoria¬Ľ: la ¬ęmemoria della Passione del Signore¬Ľ. Anche a noi, ha avvertito, accade per√≤ ¬ędi allontanare questa memoria e trasformarla in un ricordo, in un evento abituale¬Ľ: ¬ęOgni settimana andiamo in chiesa, oppure √® morto quello, andiamo al funerale... e questa memoria, tante volte, ci annoia, perch√® non √® vicina. √ą triste, ma la Messa tante volte si trasforma in un evento sociale e non siamo vicini alla memoria della Chiesa, che √® la presenza del Signore davanti a noi¬Ľ. ¬ęChiediamo al Signore - ha concluso il Papa - la grazia di avere sempre la sua memoria vicina a noi, una memoria vicina e non addomesticata dall'abitudine, da tante cose, e allontanata in un semplice ricordo¬Ľ.





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