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Elezioni Roma, Marino chiama Bray: «Non mi candido punto su di te». Ma l'ex ministro si tira indietro

Elezioni Roma, Marino chiama Bray: «Non mi candido punto su di te». Ma l'ex ministro si tira indietro
di Simone Canettieri
3 Minuti di Lettura
Mercoledì 30 Marzo 2016, 18:28 - Ultimo aggiornamento: 31 Marzo, 19:56

Nella conferenza stampa show di Ignazio Marino c'è una frase che ha fatto scattare il campanello d'allarme al Nazareno: «Ritengo che in questo momento i partiti non abbiano le condizioni per proporsi alla guida di una città così importante come Roma, per questo spero, confido, in una mobilitazione civica, e sono convinto che su 60 milioni di italiani possano essere individuati personaggi di statura tale da poter guidare la Capitale».

Il ragionamento dell'ex sindaco porta dritto dritto ancora una volta a un nome: Massimo Bray, ex ministro della Cultura del Governo Letta, direttore generale della Treccani. Sarebbe lui la carta su cui vorrebbe puntare Marino e anche tutta la sinistra extra Pd che al momento continua ad appoggiare Stefano Fassina. Il modo per coinvolgere Bray, sfumata l'ipotesi delle primarie a sinistra, sarebbe quella di una grande manifestazione programmatica come accade in America con i caucus. Marino non vorrebbe candidarsi ma sarebbe pronto a sostenere dunque  l'ex ministro della Cultura. Che  però non retrocede di un passo: non mi interessa, non voglio essere divisivo, non ci sono le condizioni politiche. Sono queste le considerazioni che il numero uno della Treccani condivide con i maggiorenti della sinistra che lo chiamano (per convincerlo) e con i dirigenti del Pd che lo cercano (preoccupati). E soprattutto con Marino. L'ultima telefonata 36 ore fa.  «Massimo sarebbe l'unico in grado di prendere la mia eredità», continua a dire l'ex sindaco ai suoi. Ma la risposta non cambia: no, grazie. 
 

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