Referendum/ Il Senato delle Regioni: tagliati seggi e poteri

Giovedì 17 Novembre 2016 di Diodato Pirone
Il nuovo Senato è il cuore della riforma Costituzionale. A oltre 35 anni dai primi tentativi di modifica dei meccanismi parlamentari delineati dalla Costituzione del ‘48 il prossimo 4 icembre quasi 50 milioni di italiani saranno chiamati ad esprimere un proprio parere uscito dalle Camere dopo due anni di dibattito intenso e ben sei votazioni. In sintesi la riforma prevede la fine del “bicameralismo perfetto” ovvero l’esistenza di due Camere fotocopia.

Attenzione non si vota sull’eliminazione del bicameralismo in quanto tale perché il Senato resta ma, se passa il Sì, Palazzo Madama non avrà più gli stessi poteri della Camera: non darà più la fiducia al governo; esaminerà solo il 5/10% delle leggi e rappresenterà Regioni e Comuni, un po’ come avviene in Germania col Bundesrat. La riforma prevede anche l’unificazione delle costose burocrazie di Camera e Senato. Anche qui salterebbero alcune poltrone doppione.

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La fine del bicameralismo © RIPRODUZIONE RISERVATA

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