Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

La lite sull'Europa scalda le primarie Pd

La lite sull'Europa scalda le primarie Pd
3 Minuti di Lettura
Lunedì 27 Marzo 2017, 10:52

Il giorno dopo speranze, attese e sospiri di sollievo: L'Europa day di Roma e le sessanta candeline della Ue vanno in archivio con un bilancio che si riassume anche in molte lodi per il ministro dell'Interno,Minniti, il capo della polizia Gabrielli e il questore di Roma Marino. Il bilancio politico dei partiti è invece agrodolce e innesca una polemica interna.

«La sfida adesso è raccontare quali idee abbiamo per l'Europa di domani, l'Europa dei figli, non solo quella dei padri fondatori. Innovazione, ricerca, ambiente, educazione e capitale umano, infrastrutture, immigrazione, cultura, sicurezza, difesa comune. Altro che spread e austerità, per noi l'Europa è una sfida affascinante». Scrive su fb Matteo Renzi a commento della ricorrenza. «Se ce la mettiamo tutta l'Europa la cambiamo», ha poi spiegato in giornata. «Così come è l'Europa non funziona più e se perde forza è perché insegue concetti sbagliati che rischiano di trascinare tutta la storia. Si è scelto di puntare sull'austerity e sono state fatte cose devastanti».

Il vertice di Roma «non è stato un successo clamoroso, tutt'altro ma in questo momento anche piccoli passi vanno sottolineati e sono 3: è stata messa la parola Europa sociale, poi si è introdotto il concetto che si possa andare a più velocità e, terzo fatto, mentre ai 50 anni dei Trattati non fu fatto quasi niente per le celebrazioni, stavolta è stata una scelta di tutti dando una dimostrazione unità nel momento in cui la Gran Bretagna esce», replica indirettamente l'ex premier Enrico Letta che annuncia anche che voterà per Andrea Orlando, l'unico candidato alla Segretaria del Pd che sabato era al corteo europeista, sottolinea. E comunque mette in guardia dal rischio dei populismi alla Le Pen.

«Capisco la tentazione che hanno avuto i miei concorrenti di non metterci la faccia», dice Orlando, «ma in questo momento c'è bisogno di farlo per L'Europa; si deve cambiarla, perché se frana l'Europa dopo ci sono solo i nazionalismi». «Oggi si pensa (invece) che basti proporsi come alternativa al peggio per convincere i cittadini ma non è così: bisogna proporre il meglio, confrontarsi con gli altri. Ma se si propone l'Ue solo come alternativa al peggio la gente non si fida più», chiosa Letta in polemica indiretta con l'ex Premier Renzi.

Orlando domenica ha avuto parole di alta preoccupazione per il futuro della Ue:«Ci troviamo in uno scenario molto simile agli anni Trenta. E non si è cominciato, allora, con i campi di concentramento; quelli sono venuti alla fine». E il vertice europeo dà anche l'occasione di un rinnovato invito all'unità delle forze moderate, come spiega Andrea Marotta (Ap). «Questa è la visione che deve muovere tutti coloro che anche in Italia si riconoscono nel Ppe e chi dice di voler dare una casa ai milioni di moderati, ancora maggioranza nel Paese. Servono umiltà, pragmatismo e lungimiranza».

© RIPRODUZIONE RISERVATA