M5S, firme false anche a Bologna: indagate quattro persone

Mercoledì 23 Novembre 2016
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Come a Palermo, anche a Bologna ci sono degli indagati per presunte irregolarità nella raccolta firme a sostegno del Movimento 5 Stelle. Si tratta di un'inchiesta che ipotizza a carico di quattro persone la violazione della legge elettorale in occasione delle Regionali 2014, un fascicolo nato da un esposto di due militanti.

Tra i quattro indagati c'è anche Marco Piazza, vicepresidente del Consiglio comunale. Ai quattro è contestata la violazione dell'articolo 90 comma 2 del Dpr 570 del 1960. Piazza sarebbe chiamato in causa in qualità di "certificatore", insieme ad un suo collaboratore e ad altre due persone. Tra le contestazioni, nel fascicolo del Pm Michela Guidi che ha coordinato le indagini dei Carabinieri di Vergato, c'è quella di aver autenticato firme non apposte in loro presenza oppure in luogo diverso rispetto al requisito di territorialità, oppure in mancanza della qualità del pubblico ufficiale.

«Qualora la procura confermasse le notizie di stampa e mi arrivasse un avviso di garanzia mi autosospenderò immediatamente in attesa di chiarire la vicenda. Questa brutta esperienza che sto vivendo, deve essere l'occasione per ribadire la nostra trasparenza e serietà in ogni momento», scrive Marco Piazza sul blog di Beppe Grillo. «Ho appreso poche ore fa dalla stampa di essere iscritto nel registro degli indagati per la raccolta firme del 2014. Vi dico quello che so e che ho detto anche ai giornalisti. Al momento nessuno mi ha notificato nulla, nemmeno gli avvocati del Movimento sanno qualcosa, non sono stato identificato, non mi hanno chiamato a testimoniare e nemmeno so su cosa stiano indagando. Appena saprò cosa mi contestano ve lo dirò nella massima trasparenza.Ho fatto anche richiesta del 335» dice il consigliere di Bologna che racconta: «Sapevamo dal 2014 che c'era un esposto fatto da un gruppo di attivisti del M5S da sempre molto critici. Avendo la coscienza a posto sono stati immediatamente querelati. Sapevamo che questo esposto aveva generato un'indagine per cui venivano chiamate le persone che avevano sottoscritto la lista delle regionali.Non sapevamo su cosa stessero indagando dato che il procedimento era iscritto contro ignoti. Se avessi avuto dubbi sul mio operato non mi sarei assolutamente mai candidato quest'anno a portavoce in Consiglio Comunale». «Ho raccolto centinaia di firme a Bologna come sempre faccio con massima scrupolosità e grande attenzione alle regole che conosco ormai a memoria. Non ho mai falsificato firme, né ho mai eseguito ricopiature di nessun genere» assicura Piazza che ripete: «Non avevamo nessun motivo di ricorrere a qualunque tipo di sotterfugi avendo raccolto molte più firme di quelle necessarie. Abbiamo consegnato centinaia di firme in più del minimo richiesto e altre centinaia non le abbiamo nemmeno consegnate»

Ultimo aggiornamento: 24 Novembre, 16:15 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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