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Palermo, la grana “firme false” blocca le comunarie dei Cinquestelle

Manifestazione di M5S
2 Minuti di Lettura
Martedì 11 Ottobre 2016, 13:12 - Ultimo aggiornamento: 12 Ottobre, 15:25

Il caso Palermo agita M5S. La denuncia sulle presunte firme false raccolte dal Movimento per le comunali 2012 prosegue con querele e controquerele e blocca le procedure per la scelta del nuovo candidato sindaco.
Sono in fatti in standby, nel capoluogo siciliano, le "comunarie" per la selezione dei candidati per le amministrative della prossima primavera. Fonti interne spiegano che la procedura per la verifica delle 120 proposte di candidatura è sospesa perché il Movimento è impegnato sul nuovo regolamento. Intanto la Procura di Palermo ha riaperto il fascicolo sulla presunte firme false depositate dal M5s a sostegno della lista presentata alle comunali del 2012.

I pm avevano delegato all'epoca la Digos a indagare sul caso sollevato da alcuni attivisti, ma l'inchiesta fu archiviata. La vicenda è riesplosa dopo due servizi de "Le Iene", i cui inviati sono venuti in possesso di un elenco con le firme originali di alcuni attivisti che hanno disconosciuto gli autografi sul documento originale, acquisito dall'ufficio anagrafe dal segretario provinciale del Pd, Carmelo Miceli, depositato nel 2012 dal M5s. Per alcuni militanti all'epoca un gruppo di attivisti, per un errore nella compilazione dell'anagrafe di un firmatario, avrebbe ricopiato le firme originali, in totale furono circa 2mila, per scongiurare l'eventuale annullamento delle candidature da parte dell'ufficio elettorale.

I parlamentari M5s Riccardo Nuti e Claudia Mannino, così come il deputato regionale Gianpiero Trizzino, hanno annunciato querela nei confronti del professore di educazione fisica Vincenzo Pintagro, attivista del movimento
e principale accusatore.

«Oggi la procura di Palermo ha riaperto l'inchiesta sulle firme false delle elezioni comunali del 2012 dopo i servizi delle Iene. Confidiamo nell'attività della magistratura e offriremo tutto il nostro supporto affinché venga fatta chiarezza: il MoVimento 5 Stelle in questa vicenda è parte lesa perchè qualcuno ha probabilmente compiuto un reato utilizzando il nostro simbolo». È quanto scrive il blog di Beppe Grillo in un post.

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