Iran, sospeso l'arricchimento dell'uranio. Mosca avverte: profanazione escludere Teheran da Ginevra 2

Lunedì 20 Gennaio 2014
L'impianto nucleare di Bushehr, nel sud dell'Iran
La sospensione delle attività di arricchimento al 20% dell'uranio iraniano è scattata: la tv ha annunciato lo stop nell'impianto di Natanz e lo spostamento degli ispettori dell'Aiea verso quello sotterraneo di Fordò.

A Natanz come noto sono concentrate più di tre quarti delle 19 mila centrifughe iraniane per l'arricchimento dell'uranio. Nel sito, secondo i rapporti Aiea, c'è un «Pilot Fuel Enrichment Plant (PFEP)» in cui l'attività di arricchimento va fino fino al 20% (precisamente il 19,75%) e si fa ricerca e sviluppo sia per il reattore di Teheran (Trr), che funziona appunto con uranio arricchito al 19,75%, sia per nuovi tipi di centrifughe. Nel sito c'è anche un «Fuel Enrichment Plant (FEP)» in cui si arricchisce l'uranio fino alla concentrazione del 5%.



Dopo Natanz, è confermata anche nell'impianto sotterraneo di Fordò la sospensione dell'attività di arricchimento dell'uranio iraniano alla concentrazione del 20%: è quanto emerge da dichiarazioni di un responsabile iraniano citato dall'agenzia Isna. «La produzione di uranio arricchito al 20% è stata sospesa completamente», ha dichiarato il direttore generale dell'Organizzazione per l'energia atomica iraniana, Mohammad Amiri, annunciando che è partita anche la diluizione di metà dello stock accumulato finora.



L'Iran aveva confermato che oggi avrebbe sospeso l'arricchimento dell'uranio, come stabilito dall'accordo sul nucleare raggiunto con i Paesi del gruppo dei 5+1 lo scorso 24 novembre a Ginevra. Lo aveva dichiarato il portavoce dell'Agenzia atomica iraniana Behrouz Kamalvandi intervistato dall'Irna. «L'Agenzia internazionale per l'Energia Atomica e i nostri esperti sono impegnati in colloqui tecnici. Dopo che termineranno, penso che la sospensione inizierà verso mezzogiorno (ora locale, ndr)», ha detto Kamalvandi. A fargli eco è stato il ministro degli Esteri Mohammad Javad Zarif, che sulla sua pagina di Facebook ha affermato che è iniziata l'applicazione dell'accordo raggiunto con i cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza Onu più la Germania. Il capo della diplomazia iraniana si è quindi augurato che l'attuazione della prima fase dell'accordo possa produrre effetti positivi per il Paese e possa portare ulteriore pace e stabilità alla regione e al mondo. Infine, Zarif ha detto di sperare che la messa in pratica dell'accordo possa aprire la strada ad altri colloqui per una soluzione definitiva della questione nucleare.



Lo stesso responsabile dell'ente statale iraniano per l'energia atomica, Ali Akbar Salehi, ha confermato l'interruzione «volontaria» delle attività di arricchimento dell'uranio al 20% «entro mezzogiorno». Salehi, citato dall'"Irna", ha sottolineato che «due cascate (sistema di arricchimento dell'uranio sequenziale, ndr) saranno interrotte a Natanz e quattro a Fordo. Questo significa che la produzione (di uranio, ndr) al 20% è fermata». Nelle ore successive è attesa la sospensione temporanea di alcune sanzioni imposte alla Repubblica islamica da Usa e Ue. Decisivo sarà un rapporto degli ispettori dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (Aiea) che dovrà confermare lo stop alle attività di arricchimento nei due impianti nucleari iraniani. Il rapporto - come hanno reso noto fonti Ue citate dall'agenzia "Dpa" - è atteso prima di mezzogiorno a Bruxelles, dove oggi è in programma il Consiglio Affari Esteri. Se i capi delle diplomazie dei paesi Ue riterranno, dal contenuto del dossier, che Teheran ha iniziato a mantenere gli impegni presi a Ginevra il 24 novembre, sarà pubblicato un testo che conterrà la revoca all'Iran di un numero limitato di sanzioni per un periodo di sei mesi. «Tutti i testi sono pronti. Si tratta semplicemente di spingere il bottone giusto al tempo opportuno», ha spiegato una fonte Ue di alto livello a condizione di anonimato. Stando all'accordo di Ginevra, l'Iran dovrà sospendere tutte le attività di arricchimento dell'uranio sopra il 5%, ridurre le sue riserve di uranio arricchito al 20% e bloccare lo sviluppo del reattore ad acqua pesante di Arak. In cambio, l'Ue e gli Usa sospenderanno le sanzioni contro Teheran sul commercio di prodotti petrolchimici e materiali preziosi. Saranno inoltre scongelati 4,2 miliardi di dollari di fondi dell'Iran all'estero.



La conferenza Gli Stati Uniti frenano sulla partecipazione dell'Iran alla conferenza di pace sulla Siria di Ginevra 2, chiedendo che prima Teheran accetti la richiesta dell'istituzione di un governo siriano di transizione.



«Gli Stati Uniti - afferma il dipartimento di Stato americano - vedono l'invito del segretario generale delle Nazioni unite all'Iran a partecipare alla prossima conferenza di Ginevra condizionato dal sostegno esplicito e pubblico di Teheran alla piena attuazione del comunicato di Ginevra (del 30 giungo 2012, ndr), compresa l'istituzione di un organo di governo di transizione di comune accordo con le autorità in carica». «Questo è qualcosa che l'Iran non ha mai fatto pubblicamente - sottolinea la nota pubblicata sul sito web del dipartimento di Stato - e che invece va chiarito da tempo». «Rimaniamo anche profondamente preoccupati - aggiunge la portavoce del dipartimento Jen Psaki - riguardo i contributi dell'Iran alla brutale campagna del regime di Assad contro il proprio popolo, che ha contribuito alla crescita dell'estremismo e dell'instabilità nella regione». «Se l'Iran non accetta pienamente e pubblicamente il comunicato di Ginevra, l'invito deve essere revocato», conclude il comunicato Usa.




Il presidente della Commissione esteri e sicurezza nazionale del parlamento iraniano, Alaeddin Boroujerdi, ha annunciato che Teheran parteciperà alla conferenza di Ginevra sulla Siria ma non accetterà precondizioni. Lo riferisce il sito dell'emittente iraniana Press Tv.



«Dato l'invito ufficiale e insistendo che non accetterà alcuna precondizione, ci si aspetta che l'Iran partecipi ai colloqui», ha detto Boroujerdi precisando che la partecipazione riguarderà discussioni «ad alto livello per aiutare il governo siriano e la nazione a uscire dalla crisi imposta al paese». Boroujerdi, sottolinea il sito di press Tv, ha detto che Teheran non accetta il comunicato di Ginevra del 2012, quello che delinea le misure di una transizione del potere in Siria e che quindi richiede dimissioni del presidente Bashar Al Assad.




L'avvertimento di Mosca Se l'Iran non fosse nella lista dei Paesi invitati per la conferenza di pace in Siria Ginevra-2 «sembrerebbe una profanazione»: lo ha detto il capo della diplomazia russa Serghiei Lavrov, commentando la minaccia della coalizione nazionale siriana di ritirare la propria partecipazione finchè l'Onu non ritirerà l'invito a Teheran.



«Circa 40 Paesi sono stati invitati alla conferenza, inclusa l'Australia, il Messico, la Corea, il Brasile, l'India e l'Indonesia», ha osservato Lavrov. «Se l'Iran non fosse nella lista, a mio avviso, la conferenza sembrerà una profanazione», ha proseguito, auspicando che tutti i ministri degli esteri invitato si impegnino nella discussione con appelli al governo e all'opposizione siriana «perchè concordino tra loro il futuro dei loro popoli in base ai principi stipulati nel comunicato di Ginevra». Ultimo aggiornamento: 21 Gennaio, 00:09 © RIPRODUZIONE RISERVATA