Incendi in Grecia, la paura degli italiani rinchiusi in hotel: «Il cielo era di fuoco»

Martedì 24 Luglio 2018

Il suono continuo delle sirene e il colore del fuoco nel cielo: dai vetri dei pullman che li traghettavano tra aeroporti e alberghi, decine di turisti italiani hanno avvertito solo l'eco dell'apocalisse che si è scatenata nelle ultime ore ad Atene.

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«All'inizio pensavamo si trattasse di una tempesta di sabbia - raccontano - c'era un vento fortissimo e in poco tempo è calata una nube di fumo che copriva tutto sopra di noi, oscurando il sole». Poi i cellulari che squillavano e le telefonate dall'Italia, cariche di preoccupazione con la speranza che quella vacanza diventata un inferno non fosse sfociata in tragedia. Sono tanti gli italiani ancora nella capitale greca. Tira un respiro di sollievo Michele D'Ambrosio, ex sindaco di Santeramo, in provincia di Bari, che fino a poche ore fa era in vacanza ad Atene con la moglie. «Dovevamo rientrare ieri - spiega - poi il nostro volo per Bari, previsto alle 19, è stato soppresso, dopo essere stato rinviato di ora in ora per motivazioni 'metereologichè, ci dicevano».
 

Un'attesa che aumentava così come si intensificava l'emergenza ad Atene. «Solo verso l'una siamo rientrati con due pullman che ci hanno portato in un albergo della periferia e dopo aver passato la notte lì il nostro gruppo è ripartito incolume in mattinata per fare finalmente ritorno a casa», racconta. La preoccupazione è per i tanti italiani ancora ad Atene, in particolare quelli che si trovavano a Mati e nelle altre zone dell'Attica, che brucia da oltre 36 ore. «C'erano connazionali un pò ovunque in quei quartieri - spiega D'Ambrosio - ma non saprei immaginare ora dove possano trovarsi». Dal canto suo, l'ambasciatore italiano in Grecia, Efisio Luigi Marras, resta cauto: «Siamo in contatto continuo con tutti, in particolare con l'unità di crisi greca. Non possiamo escludere nulla».

Lo stesso diplomatico ha spiegato di aver visto «scene raccapriccianti, con almeno 12 ore di inferno». La speranza dei tanti familiari è che non siano tra quelle «decine di persone che - come spiega Andrea Piskopakis, medico dell'ospedale Kat a nord di Atene - arrivavano al pronto soccorso dell'ospedale disperate e totalmente ricoperte dal nero della fuliggine, terrorizzate, chiedendo aiuto e dicendo di essere riuscite a scappare in tempo lasciandosi alle spalle la loro casa distrutta». «Molti di loro erano in villeggiatura o in alcuni locali della zona di Mati», spiega ancora il medico del Kat, il quale riferisce di non aver visto finora alcun ferito di nazionalità italiana nelle lista degli interventi al pronto soccorso del suo ospedale. Per i tanti turisti la via di fuga da quell'inferno, che ha generato un dramma con le sue numerose vittime, è l'aeroporto di Atene. Ma un aumento dell'intensità del vento, che potrebbe portare il fumo e le fiamme nella zona, ora potrebbe moltiplicare i ritardi per i rientri.

Ultimo aggiornamento: 20:54 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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