Le foto delle due bambine simbolo dell'atrocità della guerra e la loro incredibile somiglianza

Venerdì 3 Aprile 2015 di D. Des.
Le due bimbe a confronto

Vi ricordate la bellissima fotografia della bambina che copriva agli occhi alla sua bambola per non farle vedere gli orrori del mondo? Capelli a caschetto, mani paffutelle. Una foto emozionante che però venne vergognosamente strumentalizzata.

Qualcuno quest’estate, durante il conflitto tra Israele e i terroristi di Hamas, iniziò a farla circolare sui social network dicendo che quella era una bambina palestinese, che quell’immagine era stata scattata a Gaza e che la piccola copriva gli occhi alla sua bambola “perché non veda la mostruosità di una guerra di sterminio”. Una frase subdola che, condannava Israele, e che si insinuava nella testa e nel cuore dell’ignaro lettore del web. Una fotografia e un testo divenuti virali al punto che ancora oggi c’è chi la condivide sulla sua pagina Facebook. Ebbene quella bellissima immagine non è mai stata scattata a Gaza e quella bambina dagli occhi tristi non era palestinese. La fotografia, infatti, ritrae una bambina turca. Risale al 2009, ben sei anni fa e con Gaza e il conflitto con Israele non c’entra davvero nulla. La protagonista è una bimba di Bursa, città situata a sud del mare di Marmara, in Turchia. E sul sito www.trekearth.com ci sono le altre immagini e i commenti che risalgono appunto all’ottobre del 2009.

Perché scriviamo tutto ciò? Perché in questi ultimi giorni un’altra fotografia sta facendo il giro del mondo: quella della bambina siriana che terrorizzata dalla guerra e dalla violenza alza le mani, in segno di resa, davanti all’obiettivo di una macchina fotografica che scambia per un’arma: alza i pugnetti uniti sulla testa, stringe le labbra in un accenno di pianto senza lacrime, per farsi catturare dal nemico come se aspettasse quel momento da quando è nata. La foto, come scrive il Mailonline, sarebbe stata scattata da un fotografo Turco ma è diventata virale dopo che a postarla su Twitter è stata una fotoreporter palestinese, Nadia Abu Shaban. La giornalista ha deciso di pubblicare la foto della bambina triste che si consegna arresa sul suo account Twitter. In breve il primo piano della piccola e' stato condiviso sulle reti social migliaia di volte ed è diventata una delle immagini più virali", ricorrenti e martellanti, dell'informazione indipendente online.

Guardando le due fotografie vicine si nota una incredibile somiglianza. Sembra proprio la stessa bambina anche se sicuramente non lo è. Molto probabilmente è solo una grande coincidenza. Ma, come diceva Giulio Andreotti, “A pensar male si fa peccato, ma molto spesso ci si azzecca”. Soprattutto sul Web.

Ultimo aggiornamento: 5 Aprile, 12:07 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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