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Denuclearizzazione, ecco cosa significa e come si ottiene

Martedì 12 Giugno 2018

Viene definito denuclearizzazione il processo negoziale, che solitamente si conclude con un trattato, che ha lo scopo di bandire da un'area geografica le armi nucleari. La denuclearizzazione è stata concepita come strumento per ottenere un duplice scopo: prevenire l'accesso al club nucleare di nuovi Stati e lo scoppio di corse agli armamenti regionali e ridurre contemporaneamente l'area geografica di estensione della corsa al riarmo, creando dei veri e propri santuari nei quali le armi nucleari non possono essere dispiegate.

Il primo effetto si raggiunge con le clausole del trattato che proibiscono il possesso, lo sviluppo e l'acquisizione di armi nucleari da parte degli Stati membri del Trattato. In questo senso, tutti i trattati di denuclearizzazione seguono lo stesso schema-tipo dettato dal primo di questi trattati, il Trattato di Tlatelolco, e traggono legittimità dal capostipite dei trattati per il disarmo nucleare, il Trattato di non Proliferazione (TNP).

Il secondo effetto viene ottenuto dalla presenza di protocolli aggiuntivi firmati dalle superpotenze nucleari e dagli altri Stati membri del club nucleare (Regno Unito, Francia, Cina); in questi protocolli aggiuntivi sono contenuti l'impegno degli Stati nucleari a non far transitare testate nucleari sul territorio degli Stati denuclearizzati e a garantire la loro sicurezza.

Verso la metà degli anni '80 anche in Italia si è sviluppato un movimento volto a rendere "zone denuclearizzate" i comuni italiani come forma di protesta contro il proliferare delle armi nucleari. Nonostante questa scelta non abbia nessun reale valore giuridico, varie centinaia di municipi aderirono ad essa ed è ancora possibile trovare all'ingresso di molti Comuni italiani il cartello "Zona Denuclearizzata", a testimoniare l'impegno di quegli anni per un mondo libero da armi nucleari.

Più in generale con la dicitura "Comune Denuclearizzato" viene vietata la presenza di qualsiasi sorgente radioattiva e macchina radiogena nella zona interessata. Non potranno quindi essere installati in un Comune con tale dicitura apparecchiature radiogene generalmente utilizzate in diagnostica o terapia (come Tac, Pet, mammografie) con l'inevitabile conseguenza di non potervi costruire un ospedale o un centro di radiologia o veterinaria e aziende che effettuino controlli di qualità o attività che richiedano una comunicazione di inizio pratica con radiazioni ionizzanti. In tale zona è altresì vietato il transito di automezzi con carico di materiali radioattivi.

Ultimo aggiornamento: 13 Giugno, 09:10 © RIPRODUZIONE RISERVATA