Assalto al portavalori, preso il rapinatore.
Il video choc della sparatoria

La rapina a Pagani
di ​Nicola Sorrentino
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Sabato 31 Gennaio 2015, 15:56 - Ultimo aggiornamento: 1 Febbraio, 17:25

PAGANI. Si è costituito l’autore dell’assalto al portavalori dello scorso 28 novembre 2014, a Corso Ettore Padovano, a Pagani. È Enrico Laierno, 51enne volto già noto alle forze dell’ordine.

Nel pomeriggio di ieri, poco prima delle 15 e in compagnia del suo avvocato Bonaventura Carrara, i carabinieri agli ordini del maggiore Enrico Calandro gli hanno notificato un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, su disposizione del gip presso il tribunale di Salerno. La richiesta è stata avanzata dal sostituto procuratore della Dda, Vincenzo Montemurro.

La Direzione Distrettuale Antimafia aveva infatti coordinato le indagini, appena qualche giorno dopo il tentativo di rapina al blindato. Quel giorno, furono tre le persone a restare ferite, a seguito di una sparatoria tra Laierno e le guardie giurate, che in quel momento stavano trasferendo alcune sacche con dentro 80mila euro presso la filiale bancaria del Montepaschi di Siena di via Trotta. Poco distante da dove era stato parcheggiato il furgone.

A dover ricorrere alle cure dei sanitari degli ospedali vicini, furono Enrico Malet, 38enne, ferito al volto. Con lui, la cassiera di un supermercato ubicato proprio lungo Corso Ettore Padovano, Rosa Apicella, colpita ad una gamba. E per terza, una signora impegnata a fare la spesa, Soccorsa Avino, colpita alla mano e a un braccio. Furono sedici i colpi esplosi, secondo i rilievi dei carabinieri del reparto territoriale, impegnati nelle indagini insieme al nucleo operativo del comando provinciale di Salerno. Laierno, per metà a volto coperto, pare avesse sparato alcuni colpi in aria con una mitraglietta in segno di avvertimento. Poi la sparatoria (da accertare se lo stesso abbia esploso qualche colpo) e la fuga, con una rapina mai consumata ma con la dinamica ben immortalata dalle telecamere della zona.

I dettagli dell’operazione saranno illustrati in una conferenza stampa, questa mattina, presso il comando provinciale carabinieri di Salerno. È un volto noto quello di Enrico Laierno. Residente in una delle tante case popolari ubicate nel «Rione Palazzine», il 51enne era già stato destinatario de diversi procedimenti penali sempre per rapina. Tra questi, si ricordano quelli legati alla maxi inchiesta «Fabbro», condotta dagli uomini del Ros negli anni 2011 e 2012, con la quale fu sgominata una banda dedita alle rapine e agli assalti ai furgoni portavalori. Il nome di Laierno compare in diverse informative e la voce di una sua presunta volontà a costituirsi pare girasse già da qualche giorno, tra le strade di Pagani. Dal 28 novembre ad ieri, il 51enne era stato letteralmente braccato dai carabinieri.

Difficile dimenticare, ad esempio, l’assedio che i militari effettuarono presso il mercato ortofrutticolo di Pagani, lo scorso 2 dicembre. La struttura ortofrutticola fu oggetto di minuziosi controlli, senza però che si giungesse ad alcun risultato. Nei giorni successivi, diversi furono invece i posti di blocco disposti nel comune di Sant’Alfonso, praticamente blindato nelle zone periferiche e non solo. Tuttavia, qualche giorno dopo il tentativo di rapina, le indagini furono indirizzate proprio sul nome di Enrico Laierno. In passato, a svelare l’identità dei componenti di quella banda specializzata nelle rapine, furono alcuni pentiti (Vincenzo e Alfonso Greco del clan omonimo di Sant’Egidio del Monte Albino).

Nel mirino del gruppo, che agiva con volto coperto da maschere, finirono un portavalori a Pontecagnano, nel 2011 e la galleria Seminario a Salerno, nello stesso anno. L’assalto al blindato di novembre 2014 sarebbe tuttavia stato commesso dal solo Laierno, che verrà interrogato dal gip la prossima settimana.