Musei, il Tar annulla la nomina di 5 direttori di musei. Franceschini: «Non ho parole»

Giovedì 25 Maggio 2017
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«Il mondo ha visto cambiare in 2 anni i musei italiani e ora il Tar Lazio annulla le nomine di 5 direttori. Non ho parole, ed è meglio...». Così il ministro dei Beni culturali e del Turismo, Dario Franceschini, commenta su Twitter la sentenza del Tar del Lazio che ha bocciato le nomine di sei dei venti direttori dei supermusei. «Faremo subito appello al Consiglio di Stato», ha detto Franceschini, «Sono preoccupato per la figura che l'Italia fa nel resto del mondo, e per le conseguenze pratiche perché da oggi alcuni musei sono senza direttore».

I direttori interessati dalla sentenza del tar sono i seguenti: Peter Assmann del Palazzo Ducale di Mantova, Martina Bagnoli delle Gallerie Estensi di Modena, Paolo Giulierini dei Musei Archeologici Nazionali di Napoli, Carmelo Malacrino di Reggio Calabria, Eva Degl'Innocenti di Taranto. Era circolato anche il nome di Gabriel Zuchtriegel, direttore del Parco Archeologico di Paestum, ma per un vizio di forma il ricorso presentato contro la sua nomina è stato dichiarato inammissibile.

Il bando «non poteva ammettere la partecipazione al concorso di cittadini non italiani». Inoltre lo scarto dei punteggi tra i candidati meritava «una più puntuale e più incisiva manifestazione di giudizio da parte della Commissione» valutatrice e la scelta di svolgere le prove orali a porte chiuse non ha assicurato i «principi di trasparenza e parità di trattamento dei candidati». Queste le motivazioni per le quali il Tar del Lazio, con due distinte sentenze, ha bocciato la nomina dei direttori dei super- musei italiani. I ricorsi erano stati proposti da Giovanna Paolozzi Maiorca Strozzi e Francesco Sirano, entrambi concorrenti alla procedura, con riferimento alle nomine del direttori del Palazzo Ducale di Mantova, della Galleria Estense di Modena, dei Musei Archeologici Nazionali di Napoli, Reggio Calabria e Taranto, nonché del Parco Archeologico di Paestum.

Per il Tar lo scarto minimo dei punteggi tra i candidati meritava un giudizio più incisivo «piuttosto che motivazioni criptiche ed involute», proprio perché l'ingresso nella 'ternà di valutati «era condizionato anche da un apprezzamento minimo della commissione in favore dell'uno o dell'altro concorrente - si legge in una delle due sentenze - tanto da imporsi, in questo caso, una puntuale ed analitica giustificazione in ordine all'assegnazione di ciascun punto con riferimento ai dieci candidati ammessi al colloquio». In merito poi al meccanismo di selezione, per i giudici amministrativi «il bando non poteva ammettere la partecipazione al concorso di cittadini non italiani in quanto nessuna norma derogatoria consentiva al Mibact di reclutare dirigenti pubblici al di fuori delle indicazioni, tassative, espresse dall'art. 38 d.lgs. 165/2001»; anche perché «se il legislatore avesse voluto estendere la platea degli aspiranti ricomprendendo anche cittadini non italiani lo avrebbe detto chiaramente». In più i giudici amministrativi censurano la scelta di far svolgere la prova orale 'a porte chiuse'. «Secondo il consolidato indirizzo giurisprudenziale - si legge nelle sentenze - al fine di assicurare il rispetto dei principi di trasparenza e parità di trattamento tra i candidati occorre che durante le prove orali sia assicurato il libero ingresso a chiunque voglia assistervi» compresi i candidati affinché possano verificare «di persona il corretto operare della commissione».

«Trovo strano che la sentenza parli di stranieri quando in realtà i direttori europei e ciò contrasta con la Corte di Giustizia Europea e il Consiglio di Stato: io sono avvocato e uomo politico con esperienza, so che le sentenze non vanno commentate ma contrastate nelle sedi proprie», ha detto il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini che si è detto stupefatto in merito al fatto che il Tar «abbia definito questa procedura magmatica: la selezione internazionale è stata svolta da una commissione imparziale». «I direttori la cui nomina è stata bloccata dal Tar del Lazio saranno sostituiti ad interim», ha proseguito, aggiungendo che la «sentenza è stata già pubblicata e quindi i musei sono già di fatto senza direttori». «Queste persone avevano lasciato tutto per ricoprire questi ruoli e la riforma stava già attuando un grande cambiamento, ma da oggi è bloccata». «È assurdo fare distinzioni sulla nazionalità dei candidati. Il direttore della National Gallery è italiano mentre quello del British Museum è tedesco. Davvero un grande danno di immagine».

«Adesso non posso dire niente, solo che aspetto disposizioni dal mio ministro», è il commento della direttrice del Marta (Museo archeologico) di Taranto, Eva Degl'Innocenti

Ultimo aggiornamento: 15 Giugno, 21:03 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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