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Anfore, corredi, doni di nozze: i tesori recuperati dai carabinieri hanno il loro Museo

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Servizio di Laura Larcan; Video di Paolo Caprioli / Ag. Toiati

La grande giara chiusa da un coperchio, lavorata con un impasto rosso cinabro, e dipinta 2600 anni fa con la scena di Ulisse che acceca Polifemo. E le anfore eleganti, animate da figure nere di 2700 anni fa con scene che affondano le radici nel mito tra eroi e divinità, ma anche teste votive in terracotta, deliziosi vasi come doni di matrimonio decorati da giovani donne a colloquio amoroso con uomini incoronati da Eros, fino alle anforette con scene ad alto tasso erotico che dicono tanto dei costumi e della cultura degli Etruschi. Corredi sontuosi ma anche oggetti di vita quotidiana, sono i tesori italiani mozzafiato d’ arte salvata, razziati da scavi clandestini e recuperati con complesse e avvincenti indagini investigative a tratti degne di una serie Netflix, che sfilano nel nuovo Museo dell’ Arte salvata voluto dal Ministero della Cultura in stretta sinergia con il Comando dei Carabinieri del Nucleo Tutela patrimonio culturale, che il ministro Dario Franceschini ha inaugurato nell’Aula Ottagona delle Terme di Diocleziano a Roma, uno spazio monumentale tanto splendido quanto sconosciuto, ribattezzato negli anni come Planetario per l’utilizzo che ne venne fatto all’alba del Novecento. Una strutture colossale, impreziosita da un allestimento di alto design che da oggi accoglie in modo permanente una collezione di rarità. Un Museo che si prefigge l’obiettivo di comunicare al pubblico che l’ arte non va prodotta e basta ma anche protetta, dall’incuria del tempo ma anche da traffici illeciti e dall’oblio. Le cento opere sono state recuperate da traffici illeciti, rientrate in Italia nel 2021, intercettate tra musei, case d’asta, collezioni private.