Eutanasia, il 74% degli italiani
chiede una legge: svolta cattolici

Giovedì 2 Marzo 2017 di Marco Ventura
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Una maggioranza schiacciante di italiani è favorevole alla possibilità di eutanasia assistita, per la precisione quasi tre su quattro, il 74 per cento. Solo uno su dieci i contrari. Indecisi il 16 per cento, una cifra bassa.

FATTORE NORDEST
I Sì prevalgono più tra gli uomini e nel Nordest (Trentino, Veneto, Friuli e Emilia Romagna), tra i baby boomers (classe 1950-60, i figli del ’77) e ovviamente a sinistra. I No pescano qualche consenso in più tra i figli dei baby boomers, i 35-44enni, più tradizionalisti dei genitori, poi nel centro-destra e tra i cattolici (ma 8 cattolici su dieci sono comunque favorevoli alla legge). Quasi un plebiscito, che conferma la tendenza degli italiani ad abbandonare le posizioni di intransigenza ideologica contrarie alla “dolce morte”. In pratica, i No sono passati dal 42 per cento nel 1997 ad appena il 10 vent’anni dopo. Questo lo scenario fotografato dai sondaggisti di SWG per “Il Messaggero”, in un’indagine su un campione di 1000 italiani sopra i 18 anni realizzata tra il 27 febbraio e il 1° marzo, ossia nei giorni in cui la vicenda di Dj Fabo e del suo ultimo viaggio in Svizzera ha tenuto banco, tragicamente, sulle prime pagine di giornali e Tv.

LA DOMANDA
La domanda di SWG è inequivoca e direttamente collegata all’attualità: «Dj Fabo si è dovuto recare in Svizzera per porre fine alle sue sofferenze attraverso il suicidio assistito. Secondo lei sarebbe giusto che questa pratica fosse consentita anche in Italia?». Quesito secco, appunto, risposte nette. Enzo Risso, direttore scientifico di SWG, spiega che l’indagine è stata condotta «nel pieno di un’onda emozionale» dovuta alla notizia che Dj Fabo aveva scelto l’eutanasia, in ogni caso i risultati sono coerenti con l’evoluzione storica di vent’anni nell’atteggiamento degli italiani pro o contro l’eutanasia. «Nel 1997 l’opinione pubblica era di fatto divisa tra il 50 per cento di Sì, a cui s’aggiungeva l’8 per cento di Sì a determinate condizioni, e lo schieramento dei fortemente contrari che toccava il 42-44 per cento. Con il tempo – conclude Risso – il No si è andato sgretolando finché nel 2009, con il caso Englaro, l’iniziale 42 per cento di contrari è sceso al 14, mentre l’8 per cento per il Sì condizionato è salito al 44». Lo scorso dicembre, già prima del caso Dj Fabo, la proporzione si era ormai spostata a netto vantaggio dei favorevoli all’eutanasia assistita. I Sì erano complessivamente l’88 per cento, suddivisi tra favorevoli in assoluto (42 per cento) e Sì condizionato (46). Non si trattava di un’apertura totale, ma comunque di una netta prevalenza di favorevoli.

40ENNI TRADIZIONALISTI
La vicenda di Dj Fabo ha portato a una ulteriore accentuazione del Sì, mentre il No secco è sceso dal 12 al 10 per cento. «Il dato forse più significativo – aggiunge Risso – è che soltanto il 20 per cento dei cattolici è contrario in modo deciso, e per cattolici intendiamo i praticanti che vanno tutte le domeniche a messa. Tra loro prevale il Sì a certe condizioni, non c’è ancora un’apertura totale ma comunque il No è ampiamente minoritario». Un altro dato interessante è quello relativo alle fasce più refrattarie all’apertura. Anzitutto i 35-44enni, più tradizionalisti rispetto ai genitori, che «da ragazzi avevano fatto battaglie per i diritti civili e consentito la vittoria dei progressisti nei referendum su aborto e divorzio». Un altro elemento che spicca è il fatto che «l’opinione pubblica è avanti rispetto alla classe politica, affronta questi temi – dice Risso – con un atteggiamento meno ideologico e più umano, attento alle sofferenze e finalizzato al bene delle persone, a cercare vie d’uscita dalle situazioni irrecuperabili». Non soltanto.

DESTRA E SINISTRA
«È vero che la sinistra è schierata decisamente per il Sì, ma anche la destra è in maggioranza favorevole alla legge». Il Sì è più forte tra gli uomini che tra le donne, seppur di poco (72 per cento di Sì tra le donne, 77 tra gli uomini), forse per via di segmenti popolari «meno informati o un po’ più cattolici».

POCHI INDECISI
Il Sud è in linea col dato nazionale, mentre il Nordest geografico opta per il Sì ben oltre la media nazionale (79 per cento) e una porzione di contrari in più si registra al Centro (14 per cento) e sulle isole (12), senza però stravolgere l’equilibrio tra Sì e No. Infine, resiste un 16 per cento di indecisi, ma è «strano che questa percentuale sia così bassa, di solito gli indecisi sono molti di più, anche qui l’incertezza è diminuita nel corso degli anni». In conclusione, il tema dell’eutanasia è entrato ormai nell’agenda della pubblica opinione, «perché la gente chiede soluzioni, risposte a problemi reali, e vuole che si tenga conto anzitutto delle esigenze e sofferenze delle persone». 

Ultimo aggiornamento: 3 Marzo, 11:39 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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