Eternit, la difesa: «Non si fare processo due volte per lo stesso reato»

Venerdì 21 Novembre 2014

Il processo per omicidio a Stephan Schmidheiny non si può fare perchè «si scontra con il principio che non si può essere giudicati due volte per lo stesso fatto». È quanto sottolinea il professor Astolfo Di Amato, avvocato difensore dell'imprenditore svizzero.

Il principio indicato dal professore, che assiste Schmidheiny insieme al collega Franco Coppi, è noto fra i giuristi con la locuzione latina "ne bis in idem". «I fatti elencati dalla procura di Torino nell'inchiesta per omicidio volontario - spiega Di Amato - sono gli stessi che sono stati portati al vaglio della Cassazione nell'ambito del processo per disastro doloso. Vengono solo riproposti in modo diverso». «In ogni caso - precisa il professore - anche queste accuse sono infondate nel merito. Schmidheiny si è sempre adoperato per la protezione dei lavoratori della Eternit e delle popolazioni delle città in cui sorgevano gli stabilimenti».

Ultimo aggiornamento: 22 Novembre, 15:07 © RIPRODUZIONE RISERVATA