Telefono Azzurro, i dieci consigli su come gestire il ritorno a scuola dei figli

Venerdì 14 Settembre 2018
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Telefono Azzurro, i dieci consigli a genitori e figli su come gestire il ritorno a scuola
L’inizio di un nuovo anno scolastico è un momento emozionante per la maggior parte dei bambini, ma può essere causa di ansie e paure. Anche i bambini più tranquilli e sicuri avranno qualche momento di tensione, e quelli ansiosi o con difficoltà nel separarsi dai genitori saranno più preoccupati del solito. Ecco qui di seguito alcuni consigli, a cura di Telefono Azzurro, per aiutare figli e genitori nel delicato ritorno a scuola:

Sintonizzati con le sue preoccupazioni, che possono manifestarsi anche qualche settimana prima dell’inizio di un nuovo anno scolastico. Le cause di angoscia  possono essere diverse: la separazione da casa, i compiti difficili, la paura di prendere brutti voti e di non riuscire a integrarsi nel gruppo di coetanei. Le transizioni richiedono un’attenzione particolare: l’inizio della prima elementare o della prima media, ma anche l’arrivo di una nuova insegnante o il trasferimento dell’amico del cuore. Se tuo figlio esprime qualche tipo di disagio in previsione dell’inizio della scuola, accogli le sue preoccupazioni con attenzione, senza rinforzare la sua ansia.

Ascolta le sue domande, anche se ripetute e insistenti, senza minimizzare (non dire “Andrà tutto bene, non è niente!”). Se riconosci e valorizzi i suoi stati d’animo lo aiuti a sentirsi più sicuro. Magari proponi di definire insieme una strategia per affrontare gli ostacoli. Ricorda che molto spesso i bambini hanno bisogno di parlare di quello che li preoccupa, ma non vogliono che sia tu a risolvere i loro problemi: riconosci la difficoltà (“So che è dura”) e mostrati sicuro che  riusciranno a cavarsela. Attenzione a non alimentare l’ansia: non chiedere “Ti fa paura la nuova prof di Matematica?”, ma prova con “Cosa studierete in matematica quest'anno?”, magari mentre comprate i quaderni nuovi. Una domanda lungo il tragitto verso la scuola, o mentre siete in macchina, può funzionare meglio di una conversazione strutturata (“Sediamoci qui e mi racconti”).

Fai attenzione ai segnali: di frequente, i bambini esprimono le loro paure in modo indiretto. Le difficoltà potrebbero manifestarsi  in sintomi fisici come mal di testa, mal di pancia e difficoltà a prendere sonno, o alterazioni delle abitudini alimentari, stanchezza, irritabilità e chiusura in sé stessi. Se i sintomi persistono, e il pediatra esclude una patologia, è importante capire la causa dell’ansia. Attenzione a non esagerare però: è difficile per un genitore mandare a scuola un bambino che non ha voglia di andarci, ma tenerlo a casa per evitare una situazione difficile può indirettamente rinforzare l’idea che la scuola è veramente un posto che fa paura.

Pianifica il momento del saluto. La separazione dal nucleo familiare può essere molto difficile, per bambini e genitori, in particolare il primo giorno di scuola. Se pensi che il tuo bambino possa avere particolari difficoltà al momento della separazione, potrebbe essere utile chiedere il supporto di un’insegnante o di un contatto all’interno della scuola che sia di aiuto, dedicando una particolare attenzione in questa delicata fase di transizione. Nei giorni precedenti, è opportuno introdurre l’argomento con tuo figlio, in modo da ridurre l’angoscia di situazioni sconosciute e imprevedibili, o addirittura fare una visita alla scuola, magari per consegnare un modulo.

Tieni sotto controllo il tuo livello di stress: L’inizio dell’anno scolastico può essere fonte di preoccupazione anche per mamma e papà. Cerca di monitorare il tuo livello di stress e non caricarti di troppi impegni, ma programma il ritorno alla routine passo per passo. Ricordati che l’inizio della scuola è un evento che coinvolge necessariamente il nucleo familiare e porta a rivedere molte delle vostre abitudini. Cerca anche di non trasmettere a tuo figlio i tuoi timori. Molto spesso i genitori si preoccupano che i loro figli abbiano molti amici e siano a loro agio nel gruppo classe, ma attenzione a non caricare i bambini di troppe aspettative. Sentirsi chiedere continuamente “Ti sei fatto nuovi amici?” può essere frustrante per un bambino che sta facendo un po’ di fatica a integrarsi. Meglio le domande neutre, “Come è andata oggi?”, o “Dimmi tre cose che oggi ti sono piaciute (o non ti sono piaciute) oggi”.

Se il disagio persiste e noti (o vieni informato da terzi) che i segnali non diminuiscono o addirittura si intensificano col passare dei giorni, chiedi il supporto di un professionista, come uno psicologo o il pediatra di famiglia.

Contatta Telefono Azzurro chiamando il numero 1.96.96, gratuito e attivo h24, dedicato a bambini e adolescenti, ma che offre anche consulenza agli adulti. E’ possibile richiedere supporto anche attraverso la chat di Telefono Azzurro, accessibile dal link: www.azzurro.it/chat. © RIPRODUZIONE RISERVATA