Brescia, sequestrati conti correnti e bilanci della coppia uccisa a colpi di lupara, il figlio: «Ho paura»

Brescia, sequestrati conti correnti e bilanci della coppia uccisa a colpi di lupara, il figlio: «Ho paura»
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Giovedì 13 Agosto 2015, 21:53 - Ultimo aggiornamento: 14 Agosto, 14:16

Gli inquirenti hanno sequestrato i conti correnti della famiglia Seramondi, i coniugi uccisi a Brescia. Lo rende noto la Questura di Brescia. Una scelta fatta «al fine di accertare la situazione patrimoniale, congelandola allo stato attuale», si legge nella nota della Questura di Brescia. «Sequestrati tutti i depositi e conti della famiglia Seramondi e i bilanci degli ultimi anni e le fatturazioni presenti presso le attività commerciali».

Una mossa attesa ma non facile da mandare giù per i familiari della coppia, a cominciare del figlio Marco, assai provato: «Marco ha paura, è spaventato. Non sa cosa pensare». Così un amico del figlio dei coniugi uccisi nella loro pizzeria a Brescia ha risposto, davanti alle telecamere del tgR Lombardia, alla domanda se Marco Seramonti temesse per la sua vita. Il figlio delle vittime dell'agguato di Brescia era scortato dagli amici all'esterno dell'obitorio degli Spedali Civili di Brescia dove dal pomeriggio sono state esposte le salme dei genitori.

Intanto si è appreso che saranno celebrati sabato pomeriggio alle 17 a Nuvolento, nel Bresciano, i funerali di Francesco Seramondi e Giovanna Ferrari, i coniugi uccisi nella loro pizzeria d'asporto a Brescia martedì mattina. L'autopsia ha stabilito che marito e moglie sono stati ammazzati con quattro colpi di fucile a canne mozze: tre sono stati sparati in direzione del marito raggiunto, probabilmente nel tentativo di scappare, al collo e alla schiena, il quarto ha colpito la moglie al collo. La Procura di Brescia ha intanto disposto il nullaosta per la sepoltura dei coniugi le cui salme sono state esposte nel pomeriggio di oggi nella camera ardente degli Spedali civili di Brescia, ben presto diventata meta di una vera e propria processione di parenti, amici e semplici conoscenti di Francesco e Giovanna, per anni dietro al bancone della Pizzeria da Frank, riferimento per i giovani che vivono le notti bresciane. All'obitorio c'era anche il figlio della coppia, Marco, che ha preferito rimanere in silenzio davanti ai giornalisti presenti e che nelle ultime ore ha manifestato su Facebook il proprio dolore. «Vanna e Frank mi mancano un casino» ha scritto Marco Seramondi che ha poi preso le distanze dalla manifestazione organizzata da Forza Nuova: «Senza offese per nessuno - ha scritto - ma non è quello che voglio, e non è quello che Frank vorrebbe. Chiedo una manifestazione apolitica, pacifica e nulla altro. Fatelo in onore di Frank e Giovanna». Nel frattempo proseguono le indagini degli inquirenti e sulla vicenda si starebbe allungando l'ombra di una vendetta. Forse legata a fatti di usura. «Stiamo indagando a 360 gradi, ogni conclusione per ora è prematura ma sono abbastanza ottimista sul buon esito dell'inchiesta» ha detto il procuratore capo di Brescia Tommaso Buonanno, al termine del comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica che si è tenuto in Prefettura a Brescia e nel quale sono stati disposti controlli sul territorio per cercare i due assassini ancora in fuga. I killer sono entrati in azione martedì mattina, sotto le telecamere interne della pizzeria che hanno ripreso i due uomini con casco integrale in testa e maglie a maniche lunghe. Gli uomini della Squadra mobile di Brescia hanno ascoltato il fratello di Seramondi, Claudio, effettivo titolare della pizzeria, e stanno guardando i conti correnti delle vittime. I coniugi uccisi avrebbero effettuato poche operazioni bancarie, ma il giro di contante sarebbe invece sempre stato importante. Pochi giorni prima dell'agguato Seramondi avrebbe anche evitato di pagare una fattura per la pubblicità su un quotidiano locale. All'agente della concessionaria di pubblicità del quotidiano avrebbe prima dato dei contanti ma poi, una volta ottenuta la ricevuta con la scritta «pagato», avrebbe strappato di mano i soldi appena consegnati. «Adesso vai a denunciarmi» avrebbe detto Seramondi. Vicenda, avvenuta all'interno della pizzeria, che è stata infatti denunciata ai carabinieri. Intanto il sindaco di Brescia Emilio Del Bono ha parlato di sicurezza in città nel corso di una conferenza stampa: «Lo Stato deve aiutare i sindaci nel loro lavoro amministrativo e di prevenzione. Ribadisco che la sicurezza non è un compito nostro, ma come amministrazione stiamo facendo il possibile nella zona di via Valcamonica per contrastare degrado, prostituzione e spaccio».

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