Bitcoin, la procura di Roma sequestra un sito di scambi on line

Il rendering della moneta virtuale
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Mercoledì 21 Marzo 2018, 22:44 - Ultimo aggiornamento: 23 Marzo, 08:14

Il Gip di Roma, su richiesta della Procura capitolina, ha sequestrato uno dei portali web più attivi a livello globale nello scambio di criptovalute, tra cui anche i bitcoin. Nel provvedimento, eseguito dal Nucleo di polizia valutaria della Guardia di Finanza, si fa riferimento al fatto che ai risparmiatori, attraverso il sito, venivano garantiti rendimenti mensili tra il 17 e il 29 % e che tali guadagni sarebbero frutto delle operazioni di trading sugli scambi con la criptovaluta. L'indagine sarebbe partita da una denuncia della Consob.

La sentenza è anche un precedente importante per l'Europa. «​È un fatto importante perché l'autorità giudiziaria ha stabilito che offrire criptovalute è una vendita illecita di prodotti finanziari»​, dichiara Fulvio Sarzana, avvocato tra i massimi esperti di diritto dell'informatica e delle telecomunicazioni. «​La sentenza quindi impatta direttamente sui siti che consentono gli scambi con criptovaluta»​. «​Lo stesso provvedimento del Giudice dà conto del fatto che ai risparmiatori sarebbero stati garantiti rendimenti mensili tra il 17 ed il 29 per cento e che tali guadagni sarebbero frutto delle operazioni di trading sugli scambi con criptovaluta»​, dice Sarzana.

Il sito incriminato è Crypt.trade  per il reato che fa capo all'art 166 del cecreto 58 del 1998 (Testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, ai sensi degli articoli 8 e 21 della legge 6 febbraio 1996). 

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