Italia in zona gialla da lunedì, Speranza firma l'ordinanza. Ecco le regioni in zona bianca dal 14 giugno

Italia in zona gialla da lunedì, Speranza firma l'ordinanza. Ecco le regioni in zona bianca dal 14 giugno
di Claudia Guasco
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Venerdì 21 Maggio 2021, 10:24 - Ultimo aggiornamento: 20:09

Italia tutta gialla a partire da lunedì 24 maggio. Il Ministro della Salute, Roberto Speranza, sulla base dei dati e delle indicazioni della Cabina di Regia, firmerà in giornata una nuova ordinanza che andrà in vigore a partire dal 24 maggio che porterà tutte le Regioni e Province Autonome in area gialla. 

L’Italia sarà tutta in giallo fino a inizio giugno, ma è già cominciato l’avvicinamento delle Regioni alla zona bianca: questa settimana nessuna Regione o Provincia autonoma ha supera la soglia critica di occupazione dei posti letto in terapia intensiva o area medica, come evidenzia il monitoraggio sull'andamento dell'epidemia della Cabina di regia. Il Paese si affaccia alla quasi normalità nelle prossime settimane, quando potrebbero restare in vigore - in virtù dei nuovi parametri e del calo dell’incidenza dei contagi - soltanto l’obbligo della mascherina, il distanziamento, l’areazione e la sanificazione. Con il nuovo monitoraggio settimanale anche la Valle D’Aosta, unica regione ancora in arancione, si aggiungerà da lunedì alle regioni gialle. E, tenendo conto soprattutto delle ospedalizzazioni e dell’indice dei contagi, per alcune regioni (che hanno già meno di 50 casi su 100 mila) è partito il conto alla rovescia di tre settimane: il monitoraggio del 4 giugno potrebbe decretare il bianco per Friuli Venezia Giulia, Sardegna e Molise.

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La settimana successiva potrebbe essere il turno di Liguria, Veneto e Abruzzo. E così a seguire il resto del Paese, che potrebbe entrare nella zona a rischio inferiore entro la fine di giugno, probabilmente il 21, escluse forse le tre Regioni che hanno al momento il livello di incidenza più alto: Valle d’Aosta (156), Basilicata (120) e Campania (146). A condizione che la variante indiana, che ha un grado di trasmissibilità più elevato di quella inglese, resti sotto controllo.

LAZIO VERSO IL BIANCO - Anche Roma e il Lazio puntano alla zona bianca. La data decisiva potrebbe essere il 14 giugno. Tra mercoledì 12 e martedì 18 maggio in Lazio sono stati registrati circa 4.000 nuovi positivi, una media che oscilla tra i 550 e i 570 al giorno, ma ieri a Roma i nuovi casi erano 306, quasi cento in più rispetto i 208 di mercoledì. Su oltre 11.000 tamponi nel Lazio (4.348 in meno rispetto quelli di mercoledì) e oltre 13.000 antigenici per un totale di quasi 25.000 test, si registrano 558 nuovi casi positivi, ossia 92 contagi in più. Cala il numero dei ricoverati pari a 1.394 (-60) e dei pazienti nelle terapie intensive sono 210 (-5). «Il rapporto tra positivi e tamponi è al 4,9%, ma se consideriamo anche gli antigenici la percentuale scende al 2,2%», spiega l’assessore alla sanità laziale Alessio D’Amato.

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Per scendere al di sotto dei 50 casi ogni 100 mila abitanti è necessario un costante calo dei nuovi contagi, con una media indicativa di circa 400 positivi al giorno nel Lazio. Per questo l’assessore D’Amato punta a immunizzare il numero maggiore di cittadini entro maggio, anche con la prima dose, rilanciando la due giorni di Open day vaccinale per gli over 40. «Gli indicatori sono in calo, questo è un segnale importante, significa che la campagna vaccinale sta dando risultati ed è necessario che tutti coloro che rientrano nelle fasce d’età si prenotino per vaccinarsi, o che approfittino degli Open day. L’indice Rt è in calo e si stima che si attesti a 0.8, l’incidenza per 100.000 abitanti è in flessione intorno a 70 e in calo sono anche i tassi di occupazione dei posti letto in terapia intensiva e in area medica, entrambi sotto la soglia. Cala il numero dei focolai, che passano da 236 a 165. Ora abbiamo necessità di avere certezza delle consegne dei vaccini a giugno e di ampliare la rete con i medici di medicina generale e le farmacie. Su queste ultime è necessario che venga emanata un’ordinanza dal ministro della Salute per agevolare le modalità di arrivo dei vaccini nelle farmacie».

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VIA IL COPRIFUOCO - La meta della zona bianca è particolarmente ambita dai governatori, soprattutto in vista della stagione estiva: non c’è il coprifuoco (che in base alla norma nazionale dovrebbe essere abolito solo il 21 giugno) ed è tutto aperto, valgono solo le regole di comportamento come indossare la mascherina e rispettare il distanziamento sociale. L’odierno monitoraggio sarà effettuato per la prima volta sia con il nuovo sistema di accertamento basato sull’incidenza dei contagi e sui ricoveri ospedalieri, sia sul vecchio (indice di trasmissione Rt e rischio complessivo basato su 21 parametri). Ma la sostanza non cambia. Le regioni italiane sono attualmente tutte in fascia gialla, sia sulla in base dei nuovi criteri (tra 50 e 150 nuovi casi), sia per quelli vecchi (Rt sotto 1 e rischio basso o moderato). Con sei Regioni che hanno attualmente numeri da zona bianca, poiché rispettano il parametro di meno di 50 nuovi casi settimanali ogni 100 mila abitanti. Si tratta di Molise (19), Sardegna (25), Friuli Venezia Giulia (24), Abruzzo (42), Liguria (42) e Veneto (45). Di queste però solo le prime tre possono ambire alla promozione dal 31 maggio, dato che bisogna rispettare il parametro per tre settimane consecutive. E Molise, Sardegna, Friuli Venezia Giulia sono già alla seconda settimana.

Contagi in calo in tutte le regioni - Da segnalare, in ogni caso, che l’andamento di discesa dei contagi riguarda tutte le regioni. Restano attorno a quota 100 solo Basilicata (99), Campania (95) e Valle d’Aosta (106). E si avvicinano progressivamente alla soglia di 50 Lazio (64), Lombardia (63), Emilia Romagna (67), Sicilia (68). Il passaggio per loro potrebbe scattare il 14 giugno. Un po’ più indietro Calabria (71), Marche (75), Piemonte (71), Puglia (74) e Toscana (84). Ma se il miglioramento dei dati del contagio continua, la previsione dei tecnici è che l’Italia possa essere tutta bianca entro fine giugno. A quel punto, fermo restando il rispetto della road map stabilita dall’ultimo decreto, resterebbero in vigore soltanto le regole comportamentali e ci si lascerebbe alle spalle anche il coprifuoco.

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«DECISIONI CORAGGIOSE» - Ma a chiarire che le norme fondamentali, anche in vista della ripresa di ristoranti e altre attività, vanno rispettate è innanzitutto il premier Mario Draghi: «Raccomando di usare la mascherina - avverte - Riaperture non significa abbandonare tutti i comportamenti essenziali di prevenzione, quindi mascherina, distanziamenti, areazione». Il premier ha anche spiegato che quelle di lunedì scorso «sono state decisioni coraggiose e la graduale riapertura ha dato un mese in più di scuola ai ragazzi e alle ragazze». Per il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri, quando sarà raggiunto l’obiettivo del 50% della popolazione vaccinata con almeno una dose «la mascherina all’aperto, laddove non c’è assembramento, può essere tolta, così come stanno facendo negli Usa. Rimarrà l’obbligo al chiuso, ma in un luogo in cui sono presenti tutte persone vaccinate la mascherina potrà essere tolta».

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