GIUSEPPE CONTE

Vertice Ue su recovery fund, Conte è blindato: Lega evoca Italexit

Domenica 19 Luglio 2020
Vertice Ue su recovery fund, Conte è blindato: Lega evoca Italexit

La paura che il vertice Ue si chiuda con un flop, con conseguenti rischi di una crisi di governo, arriva nei Palazzi romani, e spinge M5s e Pd a far quadrato attorno al premier Conte. Una fragilità politica interna, infatti, renderebbe più debole la posizione italiana e più forte quella dei Paesi «frugali» che hanno ripetutamente paventato la possibilità che a Roma possa succedere a Conte un governo euroscettico. Le parole di Matteo Salvini contro l'Ue ed evocatrici della Brexit avrebbero rafforzato questo timore, cosa che ha spinto Forza Italia a portare un «soccorso azzurro» a Conte in questo frangente, pur confermando le proprie critiche all'azione del suo governo.

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Di buon mattino, mentre le trattative a Bruxelles proseguivano ruvide, il ministro per i rapporti col Parlamento, Federico D'Incà ha dato per così dire la linea di M5s: «Nei vertici in corso a Bruxelles il presidente Giuseppe Conte sta portando avanti una nuova idea di Europa in cui unità e solidarietà sono le travi portanti. Ecco perché, adesso più che mai, il presidente del Consiglio ha bisogno del sostegno di tutti gli italiani». Parole sostanzialmente ripetute da tutti i dirigenti del Movimento, da Fabio Massimo Castaldi a Paola Taverna, dal ministro Alfonso Bonafede a Vito Crimi, fino alla pagina Fb di M5s: «siamo totalmente a fianco di Conte».
 

E infine anche quello di Luigi Di Maio dopo le riserve nei confronti del premier trapelate nei giorni scorsi. Anche il Pd ha blindato Conte: alle dichiarazioni del segretario Nicola Zingaretti di sabato si sono aggiunte in mattinata quelle del capodelegazione al governo Dario Franceschini: «totale sostegno all'azione del Presidente Conte». Anche Italia Viva, con Marco Di Maio, ha invitato «a mettere da parte le divisioni» e a sostenere lo «sforzo» di Conte. Persino un critico feroce del premier come Carlo Calenda gli ha assicurato «il sostegno al 100%». Una netta divisione si è invece registrata nel centrodestra, tra Lega e Forza Italia, tra sovranisti ed europeisti.

«Questa UE - ha attaccato Salvini in mattinata - è solo una banca d'affari dove pochi ci guadagnano e molti ci rimettono, l'Italia prima di tutti. Abbiamo pagato più di 200 miliardi per avere indietro poco o niente, mentre altri corrono: la Gran Bretagna ad esempio, senza aspettare Bruxelles ha dato da 25.000 sterline a fondo perduto ad ogni negozio, impresa, ristorante e albergo». Forza Italia ha reagito mettendo a punto progressivamente la posizione. In mattinata critiche all'operato di Conte erano giunte da Annamaria Bernini, ma dopo l'esternazione di Salvini, Mara Carfagno ha reagito sottolineando che lei »non guarda a maggioranza e opposizione« e che »spera che l'Italia vinca la partita«.

Come a dire che non si sarebbe prestata a speculazioni interne in caso di insuccesso. Ancora più esplicito Osvaldo Napoli che ha accusato »i sovranisti di sperare nell'insuccesso del governo«. Nel pomeriggio ci ha pensato Mariastella Gelmini di chiarire definitivamente la posizione di Fi da membro del Ppe, la cui leader politica, Angela Merkel sta conducendo la mediazione: »Conte negli ultimi mesi ha commesso molti errori, ma nonostante tutto FI, oggi, si sente di sostenere il Paese e chi pro-tempore lo rappresenta in Europa, affrontando una difficile partita«. Un sostegno a Conte ma anche alla linea del Ppe Di merkel e Ursula von der Leyen. Restano comunque forti i timori di un fallimento del vertice europeo e del suo impatto sul governo. In attesa di vedere la reazione dei mercati, resta in piedi una certezza: l'esecutivo sin da subito dovrà comunque mettersi al lavoro per una nuova manovra da 15-20 miliardi che deve essere preceduta da un voto parlamentare sulla richiesta di un ennesimo scostamento di bilancio. 

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