La scossa di Mattarella al popolo dei No vax: «Un dovere vaccinarsi»

La scossa di Mattarella al popolo dei No vax: «Un dovere vaccinarsi»
di Marco Conti
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Sabato 21 Agosto 2021, 00:09 - Ultimo aggiornamento: 22 Agosto, 10:27

«Vaccinarsi è un dovere, non in obbedienza a un principio astratto, ma perché nasce dalla realtà concreta che dimostra che il vaccino è lo strumento più efficace di cui disponiamo per difenderci e per tutelare i più deboli e i più esposti a gravi pericoli. Un atto di amore nei loro confronti, come ha detto pochi giorni fa Papa Francesco». Mentre ci sono insegnanti, medici e infermieri che impugnano davanti ai tribunali le leggi sul Green pass, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella coglie l’occasione del messaggio di apertura del Meeting di Rimini per ribadire che la pandemia si sconfigge con «i comportamenti di ciascuno di noi» perché «la responsabilità comincia da noi». 

Il richiamo

Il Capo dello Stato, collegato dal Quirinale, torna sull’argomento e lo mette in relazione alla voglia di ripresa e di normalità che si coglie nel Paese. «Dovremo ancora combattere la pandemia - aggiunge Mattarella - ma nostra responsabilità è immaginare il domani. Sentiamo che cresce la voglia di ripartire: il motore è la fiducia che sapremo migliorarci, che riusciremo a condurre in avanti il nostro Paese». Il «bisogno di responsabilità» per Mattarella si scorge «nell’opera dei medici e del personale sanitario. Nel lavoro di chi svolge mansioni sociali. Nell’impegno di chi opera nel tessuto economico. Nell’azione dei governi e degli organismi internazionali. Ma anche nei comportamenti di ciascuno di noi». 

All’appello delle vaccinazioni manca ancora il 12,86% del personale docente. Può sembrare poca cosa, ma in numeri assoluti si tratta di oltre 186 mila insegnanti no-vax che in alcune zone del Paese rischiano di compromettere l’anno scolastico. Malgrado i morti di questi giorni per Covid siano per la maggior parte no-vax, mancano all’appello anche circa due milioni di ultra cinquantenni e 35 mila sanitari non hanno fatto neppure una dose. Le tre regioni con la più bassa percentuale di personale scolastico non vaccinato sono la Sicilia, la Sardegna e la Calabria rispettivamente con il 54%, il 67% e il 67,2%. Un tasso molto basso di vaccinazioni che annuncia una ripresa nel caos dell’anno scolastico. Secondo i dati forniti dal generale «Figliuolo nel consueto report settimanale, nella fascia tra i 12 e i 15 anni ha ricevuto la prima dose il 34%, percentuale che sfiora il 37% tra i 16 e i 19 anni. Ed è per questo che il leader della Cisl Luigi Sbarra chiede al governo di «introdurre l’obbligo vaccinale». Ipotesi che il ministro Andrea Orlando non esclude dicendo che «tutti gli strumenti e tutte le vie di contrasto al Covid» «vanno percorsi».

Senza mai citarli Mattarella si rivolge ai milioni di assenti senza motivo se non assurde teorie antiscientifiche, affinchè contribuiscano allo sforzo che sta facendo il Paese e comunque non si lamentino delle restrizioni a cui debbono essere sottoposti i “no-vax” che non potranno ovviamente esibire il Green pass, strumento che in autunno potrebbe risultare importante anche per accedere al posto di lavoro, oltre che nei locali al chiuso e sui mezzi di trasporto a lunga percorrenza. 

Il tema scelta per la 42° edizione del Meeting, “Il coraggio di dire Io”, consente a Mattarella di parlare anche di Europa sottolineando che «c’è un io, un tu e un noi anche per l’Europa e per le sue responsabilità, contro ogni grettezza, contro mortificanti ottusità miste a ipocrisia, che si manifestano anche in questi giorni che sono frutto di arroccamenti antistorici e, in realtà, autolesionisti».

Un passaggio del suo discorso, accolto da uno scrosciante applauso dei presenti a Rimini che lo hanno seguito da un mega schermo, è anche riferibile alle vicende afghane. «La storia - ricorda Mattarella - ci insegna costantemente quante minacce vi siano alla libertà e quanti sacrifici sono richiesti per conquistarla. Ci indica anche che si tratta di un bene indivisibile tra le donne e gli uomini di ogni Continente. Ci rendiamo conto di quanto la mancanza di libertà o la perdita di essa in altri luoghi del mondo colpisca la nostra coscienza e incida sulla comune convivenza nella sempre più integrata comunità mondiale». Infine un augurio di «buon lavoro», per «il vostro contributo all’impresa in corso per il rinnovamento della società italiana ed europea».

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