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Tav, Toninelli: «Chi se ne frega di andare a Lione». Salvini: «Avanti e primo treno nel 2030»

Tav, Toninelli: «Chi se ne frega di andare a Lione». Salvini: «Avanti e primo treno nel 2030»
3 Minuti di Lettura
Lunedì 4 Febbraio 2019, 19:04

La Tav  è «un buco nella montagna per mandare a Lione nessuno, perché nessuno ci vuole andare, né come persone né come merci», dice Danilo ToninelliLa Tav «dovrebbe essere un vanto per l'Italia. Se i lavori partono il primo treno passa nel 2030», dice Matteo Salvini. Sulla Torino-Lione, insomma, il governo continua a litigare. 
 


«Non dipende solo da me - spiega il ministro dell'Interno - faccio parte di un'alleanza. Su questo non siamo d'accordo e cerchiamo una soluzione».

Per Toninelli un Tav da fare è la linea ferroviaria Roma-Pescara: «una priorità nazionale» e rientrerà nelle opere a cui sono destinate risorse «non solo per velocizzarla, ma per renderla una linea ad alta velocità». Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti parla a Pescara dove si trova per sostenere il candidato presidente della Regione Abruzzo per il M5s, Sara Marcozzi, in vista delle elezioni regionali del 10 febbraio. «Quello si che è un Tav - sottolinea - non un buco nella montagna per mandare a Lione nessuno, perché nessuno ci vuole andare, né come persone né come merci. In Abruzzo sulla velocizzazione già c'è un progetto, oggi in più c'è la volontà politica di fare l'alta velocità».

Quanto all'ipotesi di realizzazione di un terzo traforo del Gran Sasso Toninelli è netto:
«Non so da dove sia uscita questa notizia. L'indirizzo politico è che non serve e non si farà. Serve intervenire, ma in maniera meno impattante dal punto di vista ambientale e meno costosa»

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