Super Green pass, regioni in pressing: restrizioni ai No vax, anche in zona bianca

Super Green pass, regioni in pressing: restrizioni ai No vax, anche in zona bianca
di Alberto Gentili
5 Minuti di Lettura
Martedì 23 Novembre 2021, 01:46 - Ultimo aggiornamento: 16:59

Ora la richiesta è ufficiale, nero su bianco. In un vertice con i ministri Roberto Speranza (Salute) e Mariastella Gelmini (Regioni), i governatori delle Regioni hanno chiesto che il Super Green pass riservato a vaccinati e guariti dal Covid scatti quanto prima. «Da domani mattina, se fosse possibile». Non solo: a dispetto delle previsioni, le Regioni hanno sollecitato il governo a far entrare in vigore il super lasciapassare con tutto il Paese ancora in zona bianca. Opzione che, secondo quanto fanno filtrare fonti governative, troverebbe d’accordo Speranza e Gelmini.
Di certo, c’è che il governo accelera. Domani si celebrerà la riunione della cabina di regia presieduta da Mario Draghi e subito dopo il Consiglio dei ministri, inizialmente previsto per giovedì. «Nelle prossime ore lavoreremo con molta intensità per adottare tempestivamente delle misure per permettere al Paese di non chiudere alcuna attività e al tempo stesso fermare la pandemia», fanno sapere da palazzo Chigi. 

Cabina di regia per il super green pass


Speranza e Gelmini però con i governatori non si sono sbilanciati: «Abbiamo ascoltato le vostre richieste, ora si apre una riflessione nel governo». Non è escluso che alla fine il punto di caduta possa essere quello di far scattare il Super green pass nelle aree in zona gialla, per evitare «di aumentare le tensioni sociali oltre misura», dice un’altra fonte governativa.


Ciò che è sicuro è che le Regioni, all’unanimità, chiedono il lockdown per i No vax: tutte le attività del tempo libero e della socialità devono essere riservate ai vaccinati e ai guariti dal Covid, in modo da evitare le chiusure di bar e ristoranti, cinema e teatri, palestre e piscine, stadi e sale da concerto, parchi tematici e impianti da sci, centri commerciali e discoteche, mercatini di Natale e fiere. Chi è senza vaccino, invece, potrà solo andare a lavoro o accedere ai servizi essenziali, come farmacie e negozi di generi alimentari dopo aver fatto un tampone negativo.

«Chi ha scelto di vaccinarsi va premiato e non deve subire restrizioni», è stato il mantra dei governatori. Anche perché questa scelta serve «a dare maggiori certezze alle attività economiche in vista del Natale». 


Durante il vertice svolto in remoto, cui ha partecipato anche il sottosegretario alla Presidenza Roberto Garofoli, i governatori hanno chiesto a Speranza e Gelmini di far partire la loro analisi dall’«aumento dei contagi» e dalla «maggiore pressione sugli ospedali», sollecitando e garantendo il massimo impegno a favore della campagna per la terza dose. Il passo successivo è stato, appunto, chiedere il Super Green pass dedicato a vaccinati e guariti dal Covid, in modo da evitare nuove chiusure e restrizioni. «E’ infatti provato che a riempire i nostri ospedali e le nostre terapie intensive sono per la stragrande maggioranza persone non vaccinate», ha sottolineato il ligure Giovanni Toti sostenuto dal calabrese Roberto Occhiuto.


LA DOPPIA SPONDA
La linea dei governatori è stata ben accolta da Speranza e dalla Gelmini, che prima del vertice aveva dichiarato: «Con il certificato verde stiamo tenendo aperto il Paese. Gli spazi di libertà che abbiamo conquistato li dobbiamo difendere con le unghie e con i denti. C’è la richiesta delle Regioni, nel caso di un peggioramento della situazione, di non penalizzare gli italiani che hanno fatto le vaccinazioni e che, quindi, hanno messo in sicurezza se stessi e gli altri». E Speranza aveva osservato: «Sono ore molto delicate. Oggi superiamo l’87% di italiani oltre i 12 anni che hanno fatto la prima dose. Un dato molto rilevante che, però, deve essere considerato non un punto d’arrivo. Ogni vaccinato in più significa avere uno scudo più forte per poter affrontare meglio questa fase di gestione del Covid che è ancora densa di insidie».


C’è da dire che Matteo Salvini sembra ormai rassegnato all’introduzione del Super Green pass. La prova: prima del vertice, il leader leghista ha incontrato il governatore lombardo Attilio Fontana assieme al veneto Luca Zaia. E al termine ha parlato di «obiettivo comune per evitare ulteriori chiusure e paure, lavorando a soluzioni di buonsenso». E tra queste c’è il Super Green pass, visto che anche Fontana durante il summit con il governo ha chiesto un lasciapassare verde «che consenta attività solo a chi è vaccinato o guarito». Tant’è, che la nuova linea del Piave di Salvini ora è «il “no” al Green pass obbligatorio per i bambini». Ipotesi al momento solo qualcuno ha caldeggiato.
 

© RIPRODUZIONE RISERVATA